Culture

Teatro e poesia/ Al Piccolo il grande ritorno di Slava's Snowshow

L’incontro


In occasione delle repliche dello spettacolo, martedì 29 aprile, alle ore 17, nel Chiostro Nina Vinchi (via Rovello 2), la compagnia dello Slava's Snowshow incontra il pubblico. L’ingresso è gratuito con prenotazione.

Ad aprile a Milano torna la neve! Non quella atmosferica ma quella piena di poesia, divertimento, gioia, buonumore e un pizzico di malinconia di Slava's Snowshow che torna a grande richiesta, per la quinta volta, al Piccolo Teatro Strehler, dal 23 aprile al 4 maggio 2014.

“La neve è per me un’immagine bellissima, come un abito da sposa, come un foglio bianco quando un pittore comincia a disegnare”, così Slava parla del suo spettacolo, applaudito in più di 80 città nel mondo, visto in 10 anni da oltre quattro milioni di spettatori, un incantesimo che avvolge grandi e piccini, da 8 a 100 anni, alternando gag e momenti comici ad attimi di struggente malinconia e dolcezza. È una performance in continuo divenire in cui sogno e realtà coinvolgono costantemente lo spettatore. Mimo e clown, Slava, con la sua tuta gialla, le pantofole rosse e la sciarpa al collo, guida una compagnia di artisti che provengono da tutto il mondo. Nato in una piccola città russa, Slava ha trascorso tutta l’infanzia in mezzo alle foreste, ai campi e ai fiumi. Poi la folgorazione quando, grazie alla televisione e al cinema, si è innamorato dei grandi clown e dei mimi celebri nel mondo comprendendo che quella sarebbe stata la sua strada. “Il mio teatro” spiega Slava, “è come un corteo nuziale. È un teatro rituale, magico e festoso costruito sulla base delle immagini e dei movimenti, sui giochi e sulle fantasie, che sono le creazioni comuni al pubblico e alla gente di teatro. È un teatro che nasce inesorabilmente dai sogni e dalle fiabe. È un teatro ricco di speranze e sogni, di desideri e di nostalgie, di mancanze e disillusioni. È un teatro in continuo mutamento che si nutre dell’improvvisazione spontanea nel rispetto scrupoloso della tradizione. È un teatro che crea un’unione epica intimistica tra tragedia e commedia, assurdità e spontaneità, crudeltà e tenerezza. È un teatro che sfugge a qualsiasi definizione, all’interpretazione unica delle sue azioni e da qualsiasi tentativo di limitazione della sua libertà”.