Esteri

Papa Francesco e la "corruzione negli uomini di Chiesa"

Giuseppe Vatinno

Papa Francesco non riesce a gestire il clero?

Anche ieri Papa Francesco ha voluto ribadire che “troppe persone della Chiesa sono coinvolte nella corruzione”.

In realtà non si tratta solo di corruzione ma anche di altri comportamenti disdicevoli secondo la morale civile e cattolica nonché, a volte, anche secondo la legge degli uomini oltre che quella di Dio.

Va quindi dato atto a Bergoglio di aver scoperchiato un coperchio che da decenni, forse secoli, copriva quello che accade nei segreti dei luoghi di culto, ma anche nei più prosaici locali civili.

Premesso che l’uomo, come si sa, è debole e fornire tutte le attenuanti del caso sotto il comodo scudo del “siamo tutti peccatori” resta un fatto: che Papa Francesco è in Vaticano dal 2013 e stiamo andando verso il sesto anno del suo controverso pontificato.

All’inizio è sembrato in grado di ripercorrere il sentiero del Concilio, ma con il passare del tempo, non solo i fedeli, ma anche la pubblica opinione si è resa conto che alle parole non seguivano i fatti o meglio seguivano fatti sbagliati.

In sei anni si piò discretamente fare piazza pulita, ma il Papa ha continuato a promuovere cardinali e alti prelati, anche nel suo gruppo di consiglieri ristretti, chiamato C9 che erano invischiati in cose losche ed infatti ora il gruppo di chiama C6 proprio perché il Papa è stato costretto a farne fuori un terzo.

Non sembra dubitabile la sua buona fede, ma allora si tratta di un problema di scelta degli uomini e cioè un (banale) problema di nomine e pare molto strano che un gesuita non riesca a gestire quello che un normale a.d. farebbe con relativa facilità. E lui è l’a.d. del Vaticano, mica di una azienda qualsiasi…