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Legrenzi e Massarenti, ecco il libro che "insegna a pensare"

Si può veramente imparare a pensare come sembra promettere il titolo di questo libro? Ovviamente noi pensiamo nella vita di tutti i giorni, ma commettiamo anche degli errori. Alcuni di questi errori sono casuali, dovuti a sbadataggini e distrazioni. Altri invece sono sistematici, e il libro La buona logica, imparare a pensare di Paolo Legrenzi e Armando Massarenti offre gli strumenti per scovarli e correggerli. Non è facile. Ma tutte le ricerche mostrano che si può migliorare prendendone coscienza e allenandosi a capire come funzionano. L’allenamento in questo libro è fatto riflettendo su molti casi emblematici dei modi di pensare che ci portano fuori strada. Si tratta di esempi semplici, che non richiedono particolari conoscenze né l’uso di informazioni depositate in memoria. Quello che è in gioco sono le cosiddette competenze trasversali, cioè quelle strategie di ragionamento e soluzione dei problemi che si mostrano allo stato puro e che sono trasferibili a tutti i problemi che hanno la stessa struttura, anche se questa non è immediatamente visibile. Di qui il titolo La buona logica, la logica che ci permette di argomentare in modo corretto e di pensare più a fondo i problemi. Nei paesi anglosassoni quella che qui viene qui chiamata ”la buona logica” va sotto il nome di “pensiero critico”, termine che in Italia viene talvolta utilizzato con un significato più vicino alla tradizione umanistica e letteraria. Per un curioso paradosso, in Italia questa disciplina non viene insegnata nelle scuole e nelle università e tuttavia questo tipo di “ragionamento puro” viene poi richiesto nelle prove di selezione per accedere a diverse posizioni nel mondo del lavoro o nei corsi di studi universitari a numero chiuso. La buona logica non ha a che fare con i test che richiedono l’uso della memoria o di particolari conoscenze perché coinvolge forme di pensiero puro, cioè strutture mentali indipendentemente dai contenuti. Il libro è un’ottima introduzione perché si basa sulla presentazione e discussione di esempi,spaziando su tutti i principali capitoli della disciplina: l’uso dei modelli mentali, l’analogia, il ragionamento induttivo e deduttivo, le argomentazioni corrette e quelle magari persuasive ma scorrette. Ecco finalmente che è disponibile anche in Italia la prima breve guida al pensiero critico, rivolta non solo al mondo della scuola (anche se  la Buona scuola non può non partire dalla buona logica) ma anche a quello del lavoro.