Medicina

Radiazioni mediche quintuplicate in 5 anni. RADIAZIONI MEDICHE, cosa cambia

Radiazioni mediche dannose e inutile: cambiano le linee guida dei pazienti su radiografie

Radiazioni mediche quintuplicate in 5 anni. Sanità allarme RADIAZIONI MEDICHE


Radiazioni mediche per esami diagnostici sono quasi quintuplicate in trent'anni. In più queste radiazioni a volte sono dannose e inutili. Il dato risulta dalla Giornata Internazionale dalla Fisica Medica che si celebra il 7 novembre e che focalizza sulla consapevolezza di utilita' e rischi connessi alle radiazioni in medicina.


RADIAZIONI MEDICHE, L'ESPOSIZIONE MEDIA SI IMPENNA. ALLARME RADIAZIONI


L'esposizione media alle radiazioni mediche è passata da 0,54 millisievert dagli anni '80 (il sievert e' l'unita' di misura delle radiazioni assorbite dai tessuti umani) ai 3 mSv attuali. Un dato che emerge da uno studio condotto dall'National Council on Radiation Protection and Measurements sulla popolazione americana. Trenta anni fa un individuo era soggetto per l'80% a radiazioni di tipo naturale (sole, raggi cosmici e radon), e al l 15% da radiazioni di tipo medico. Oggi le radiazioni mediche salite al 50%.


RADIAZIONI MEDICHE IN CRESCITA, ECCO PERCHE'


Il motivo di questa crescita? Le radiografie a cui si sottopongono i pazienti. In Italia sono 40 milioni l'anno, di cui il 44% inappropriato o non strettamente necessario. Conciliare "qualita' della diagnostica e riduzione delle radiazioni grazie ad apparecchiature piu' evolute e a metodi piu' efficaci di utilizzo e' possibile", spiega Michele Stasi, presidente Associazione Italiana Fisica Medica (AIFM).


RADIAZIONI MEDICHE, LINEE GUIDA DI MINISTERO DELLA SALUTE E DIRETTIVA EUROPEA


Le linee guida emesse dal Ministero della Salute a fine 2015 e la direttiva europea Euratom 2013/59 svelano che le informazioni sulla quantita' di radiazioni somministrata negli esami sara' riportata nel referto medico consegnato al paziente. Tuttavia, aggiunge Stasi, "devono essere adottati negli ospedali e negli studi odontoiatrici protocolli standard" ed "e' necessario potenziare la formazione di medici e operatori sanitari" che si occupano di quantificare la giusta dose di raggi x da somministrare.