Milano

Ricattato dalla prostituta che voleva aiutare: la fa arrestare

Una prostituta gli chiede aiuto affermando che il suo sfruttatore tiene in ostaggio il suo neonato, ma è un ricatto: tre persone in manette a Milano

Un uomo sulla quarantina, italiano, e' la vittima di un ricatto da parte di un'organizzazione albanese che gestisce la prostituzione nel Milanese. Era convinto che una prostituta albanese di 22 anni, che aveva conosciuto quando era incinta quattro mesi fa, a suo dire in un contesto estraneo alla prostituzione, fosse ricattata dal suo protettore e aveva deciso di aiutarla. Ma, grazie all'intervento della polizia, si e' scoperto che era anche lei complice. Il 2 maggio lei gli ha raccontato che il suo sfruttatore teneva in ostaggio il figlio neonato, di appena un mese, e voleva costringerla a tornare sulla strada. Per liberarsi aveva bisogno di 5mila euro da parte dell'uomo, che gia' in passato l'aveva aiutata: le aveva dato diverse decine di migliaia di euro per le visite ginecologiche e per il suo sostentamento quando era ancora in attesa del figlio. Temendo per la vita della donna e del piccolo, la vittima, ha, quindi, deciso di partire dalla citta' del sud da cui proviene per consegnare questi ultimi soldi.

L'uomo pero' ha avvertito le forze dell'ordine quando era ancora sul treno, dicendo che stava venendo a Milano per pagare il riscatto. Era impaurito, perche' aveva ricevuto un ultimatum: ieri sarebbe stato l'ultimo giorno utile per pagare prima che il bimbo avesse conseguenze; e forse sospettava che si trattasse di un raggiro. A quel punto e' stato istruito dagli agenti - hanno operato la Polmetro e la Squadra Mobile della Questura di Milano - per fare in modo di posticipare l'incontro di qualche ora dicendo che la banca aveva avuto bisogno di tempo per emettere la cifra. Insieme ai poliziotti si e' quindi recato alle 12:50 di ieri in piazza Luigi di Savoia, all'ingresso laterale della Stazione Centrale di Milano e li' ha trovato l'auto con la ragazza che lo stava aspettando. Dentro pero' non c'era solo lei, con il bambino, ma anche il protettore - che si e' poi scoperto essere il suo compagno e che, peraltro, ha riconosciuto il bambino come suo figlio - e una zia di lui con precedenti per sequestro di persona e riduzione in schiavitu'. I tre sono stato arrestati: assieme alla ventiduenne, anche lo sfruttatore 21enne, pure lui albanese, e la complice 50enne della stessa nazionalita'.







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