Politica
Obama-Renzi, il dietro le quinte. Il viaggio anticipato di 40 giorni
Mossa elettorale (doppia). Insight
Pacche sulle spalle. Lunghi sorrisi. Calorose strette di mano. Addirittura un abbraccio. Barack Obama ha accolto Matteo Renzi alla White House in italiano: "Buongiorno ho tenuto il meglio per l'ultima cena qui" e il premier ha risposto parlando in un inglese finalmente meno maccheronico (deve aver seguito un corso intensivo). Il viaggio a Washingotn del presidente del Consiglio e della moglie Agnese, emozionatissima come Michelle, alla quale è scappata perfino qualche lacrimuccia, non accade a caso. Ufficialmente i due leader si vedono per parlare di lotta all'Isis, di rapporti con la Russia e di emergenza migranti. In realtà il significato è tutto politico. Obama ha attaccato l'austerità dell'Europa, "dannosa", e ha invitato l'Italia ad andare avanti con le riforme. Non solo, il presidente americano ha detto espressamente di "votare sì al referendum", sperando che "Renzi vada avanti".
Le parole del presidente americano servono a Renzi per portare a casa il maggior numero di voti a favore al referendum costituzionale degli italiani che risiedono negli Stati Uniti ma che non hanno la cittadinanza americana. Non solo, spera anche che le immagini trasmesse in diretta tv e su tutti i tg possano convincere una fetta di indecisi a sostenere il sì il 4 dicembre. Do ut des, ovviamente. Renzi ha affermato nel discorso di arrivo alla Casa Bianca che l'America con Obama è tornata a crescere elogiando l'Amministrazione democratica. Di fatto, il premier ha invitato gli italo-americani a votare il prossimo 8 novembre per Hillary Clinton e non per Donald Trump. Insomma, il senso del viaggio negli Stati Uniti del capo del governo è politico ed elettorale. Tanto che, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, la visita inizialmente avrebbe dovuto tenersi a fine novembre ma sarebbe stata anticipata proprio per utilizzarla da entrambe le parti come strumento di campagna elettorale in vista delle Presidenziali a stelle e strisce dell'8 novembre e del referendum costituzionale del 4 dicembre. Anche questa è politica.