Politica
Rosatellum 2.0, fiducia anche al Senato. Sì dei verdiniani di Ala
Legge elettorale, Mdp: Gentiloni batte primato, peggio di Mussolini
Il governo ha posto la fiducia su 5 articoli della legge elettorale. Lo ha annunciato il ministro Anna Finocchiaro nell'Aula del Senato. Gli articoli sono l'uno, il due, il tre, il quattro e il sei. I senatori del Movimento 5 stelle hanno esposto dei cartelli e si sono coperti gli occhi con delle bende bianche.
Le 5 fiducie chieste sul Rosatellum bis si inizieranno a votare da domani alle 14. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo del Senato. Da stasera e per tutta la mattinata di domani ci sarà discussione generale. "Grasso si è adoperato per dare spazio al dibattito e in orari non notturni", dice Cecilia Guerra, capogruppo Mdp. Il voto finale è previsto per giovedì alle 12.
Il verdiniano D'Anna ad Affaritaliani.it: Ala vota compatta la fiducia
I verdiniani voteranno la fiducia al Senato sulla legge elettorale? "Sì, compatti. Anche se uno di noi è malato e quindi dovremmo essere in 13". Lo annuncia ad Affaritaliani.it il senatore del gruppo Ala Vincenzo D'Anna. Anche qualche parlamentare di Forza Italia, se dovesse servire, voterà la fiducia al governo? "Certamente sì", risponde D'Anna. Questa legge elettorale prefigura il governo tra Forza Italia e il Pd in alternativa a quello tra M5S e la sinistra o tra M5S e la Lega dato che ormai questa è la suddivisione delle forze in camo. Con il Rosatellum 2.0 è necessario un governo di grande coalizione", conclude.
L.elettorale, Mdp: Gentiloni batte primato, peggio di Mussolini
"Oggi Gentiloni è passato alla storia per aver battuto un triste primato: essere il primo presidente del Consiglio dall'Unità d'Italia a porre la fiducia sulla legge elettorale sia alla Camera sia al Senato". Lo dichiarano in una nota i senatori di Mdp Maria Cecilia Guerra, Federico Fornaro e Carlo Pegorer. "Nel 1923 infatti - spiegano - Mussolini pose la fiducia su di un ordine del giorno e su di un emendamento della legge Acerbo; nel 1953 De Gasperi si limitò a chiederla al Senato sulla 'legge truffa' nell'ultimo giorno utile della legislatura in presenza dell'ostruzionismo delle opposizioni; mentre nel 2015 il governo Renzi la mise solo nel passaggio dell'Italicum alla Camera". "Una invasione di campo del Governo in una materia parlamentare che non sarebbe stata concepibile in nessuna grande democrazia europea, per di più a pochi mesi da nuove elezioni", concludono i senatori di Mdp.
L.elettorale:De Petris occupa sedia presidente Grasso
La capogruppo di Sinistra italiana, Loredana De Petris, al termine della seduta al Senato, ha occupato la sedia del presidente del Senato Pietro Grasso, in segno di protesta contro la scelta di porre la fiducia sulla legge elettorale. In questo momento De Petris e' circondata dagli assistenti parlamentari e dai questori Malan e De Poli. Una forma di protesta estrema a testimoniare il clima di forte tensione nel ramo alto del Parlamento italiano. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro.
La fiducia anche al Senato, di fatto, è la pietra tombale su ogni ipotesi di riallacciare il dialogo tra il Partito Democratico e Articolo 1-Mdp. A questo punto Renzi e i bersaniani andranno divisi alle prossime elezioni politiche. A nulla sono servite le rassicurazioni di Mdp che ha assicurato di non chiedere voti segreti (il vero incubo del patto a quattro sul Rosatellum 2.0). Ininfluenti anche le minacce di cinque senatori dem (Vannino Chiti, Massimo Mucchetti, Walter Tocci, Claudio Micheloni e Luigi Manconi) di non partecipare al voto di fiducia.
Dietro la decisione di Gentiloni, ovviamente, ci sono Matteo Renzi e Maria Elena Boschi che così dettano ancora una volta l'agenda al governo. Nel Pd sono sicuri che non ci saranno problemi, nonostante le defezioni a sinistra, grazie al sostegno dei verdiniani di Ala e, se serve, al soccorso azzurro di una ventina di parlamentari di Forza Italia pronti a votare una sorta di "fiducia tecnica" finalizzata a mettere in sicurezza l'ok alla riforma elettorale. Facile prevedere manifestazioni in piazza, urla e proteste di Articolo 1, Sinistra Italiana e soprattutto dei 5 Stelle. Ma l'accordo Pd-Forza Italia-Lega-Ap che ha fatto nascere il Rosatellum 2.0 prevedeva il via libera alla legge prima delle elezioni regionali in Sicilia (magari una settimana prima per lasciare liberi i parlamentari di chiudere la campagna elettorale).