Uccise il figlio di 13 mesi. Ora chiede gli alimenti al marito

Il 20 febbraio 2007 prese suo figlio e lo accoltellò, infierì su di lui fino a farlo a morire. Ora Aurora, condannata per l'omicidio di quel piccolo bimbo di appena 13 mesi, vuole i soldi. Li chiede al marito, il camionista con cui viveva in una villetta in provincia di Verona. I due si sono separati ma la donna reclama gli alimenti. E chiede alla giustizia: "Fatemi uscire e tornare in Romania. Voglio ricostruirmi una vita".
Il bambino, Fabio, era diventato motivo di continui litigi con il marito, un camionista. Adesso la donna di origine romena, su decisione dei giudici, è sottoposta alla misura di sicurezza del ricovero presso l'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano: stando alla sentenza pronunciata dal gup Marzio Bruno Guidorizzi, la sua permanenza nella struttura dovrebbe concludersi nel 2017.
Nel frattempo, scrive il Corriere del Veneto, Aurora e il marito hanno deciso di separarsi e, al momento, hanno in corso davanti al giudice Abbate del Tribunale civile di Verona la causa di divorzio (attualmente in fase istruttoria). Nell'addebitare alla Silaghi la "colpa" della separazione il Tribunale le aveva negato l'assegno di mantenimento, riconoscendole invece il solo diritto a percepire gli alimenti dal consorte. Quest'ultimo, però, stando a quanto sostiene l'avvocato che dal giorno del dramma assiste Aurora, il legale di fiducia Pasquale Galluccio, non avrebbe fin qui mai versato alla donna i cento euro mensili che, proprio a titolo di alimenti, sarebbe tenuto invece a corrisponderle.
Ma Aurora, che quel giorno tentò anche di suicidarsi, ha anche un altro obiettivo. Come spiega sempre il Corriere del Veneto, la donna vuole lasciare "il prima possibile" l'ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere. Sottoposta dalla tragedia del 2007 a "costanti terapie psichiatriche e di tipo comportamentale", chiede che le venga "data fiducia" accordandole "la possibilità di ricostruirsi una vita".