Cammini di rinascita: la Flat Tax al 7% per attrarre pensionati e rilanciare l’Appennino centrale

Castelli: “È giunto il momento di dare piena visibilità a una norma che consente a un pensionato estero di godere di una tassazione agevolata su tutti i redditi prodotti all’estero”

di Federica Toscano
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Flat tax al 7% per i pensionati stranieri per contrastare lo spopolamento dell’Appennino centrale: il 2 aprile la firma della convenzione tra il Commissario Castelli e il CGIE

Un’opportunità concreta per lo sviluppo dei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016 e un tassello fondamentale nella strategia di ripopolamento dell’Appennino centrale. È questo il cuore della misura fiscale della Flat Tax al 7% rivolta ai pensionati residenti all’estero, rilanciata con forza in questi mesi dal Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, con il sostegno di autorevoli interlocutori istituzionali.

L’idea, ispirata al “modello Portogallo”, è semplice ma potente: attrarre cittadini pensionati, italiani o stranieri, che vivono da almeno cinque anni fuori dai confini italiani, percepiscono un reddito da pensione da soggetti esteri e decidono di trasferirsi nei piccoli comuni (con meno di 20mila abitanti) dell’Appennino centrale, in particolare quelli colpiti dai terremoti degli ultimi decenni, beneficiando di una tassazione agevolata al 7% per nove anni.

Un momento cruciale per la promozione della misura è atteso per domani, 2 aprile 2025, quando verrà firmata una convenzione tra la Struttura commissariale guidata da Castelli e il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE). L’accordo sancirà un'alleanza strategica per informare e coinvolgere in modo capillare le comunità italiane all’estero, attraverso la rete dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites), delle Ambasciate, dei Consolati e delle Camere di Commercio Italiane all’Estero.

Il Commissario ha più volte ribadito l’importanza di “fare squadra” per valorizzare questa opportunità: “È giunto il momento di uscire dall’ombra e dare piena visibilità a una norma che consente a un pensionato estero, di godere di una tassazione fortemente agevolata su tutti i redditi prodotti all’estero. La Flat Tax al 7% può davvero diventare una chiave per la rinascita dell’Appennino centrale”.

Il Commissario Castelli ha presentato la misura in diverse sedi istituzionali, tra cui Palazzo Chigi e un convegno presso la LUISS School of Government, insistendo sul ruolo strategico della Flat Tax all’interno del più ampio Programma NextAppennino, cuore della “riparazione economica e sociale” post-sisma.

Sicurezza e sostenibilità sono i due capisaldi della strategia per la rinascita dell’Appennino centrale. Se la ricostruzione rappresenta il primo strumento per contrastare lo spopolamento, la Flat Tax al 7% è la misura che può dare nuova linfa al tessuto economico e sociale. Parliamo di borghi ricchi di storia, arte e natura: un patrimonio unico, oggi più che mai pronto ad accogliere chi cerca uno stile di vita ‘slow’ e sostenibile”, ha dichiarato Castelli.

Contro lo spopolamento, da un lato si punta ad attrarre persone meno giovani invitandole a stabilire la propria residenza in questi splendidi territori; dall’altro si continuano a valorizzare le leve del turismo lento, rivolto non solo a chi desidera trascorrere la pensione in luoghi sereni e immersi nella natura, ma anche a chi cerca esperienze autentiche, rigeneranti e una pausa dalla frenesia della vita moderna.

A oggi, secondo i dati del Ministero dell’Economia, sono appena 474 i pensionati che hanno scelto di usufruire della Flat Tax, di cui 22 residenti nei comuni del cratere sismico. Un numero limitato, che però può essere spiegato con il breve tempo di applicazione della norma nei territori dell’Appennino centrale, solo tre mesi nel 2022, e con una scarsa promozione internazionale. Da qui nasce l’esigenza, espressa dallo stesso Castelli, di “rafforzare la comunicazione all’estero, in particolare nei Paesi con forti comunità di origine italiana come Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia”.

Il Viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha recentemente sottolineato l’importanza strategica di strumenti fiscali di questo tipo: “Vogliamo rendere attrattivi i territori del cratere, ancora impegnati nella ricostruzione. L’obiettivo è unire alla rinascita fisica anche una prospettiva di sviluppo sociale ed economico. La Flat Tax al 7% è un pezzo di questa visione”.

Anche il Viceministro degli Affari Esteri, Edmondo Cirielli, ha già espresso il convinto sostegno della Farnesina, evidenziando il valore di questa misura anche come “proiezione estera” della capacità attrattiva dell’Italia: “Durante le giornate dedicate alla cultura italiana nel mondo, inseriremo anche questa opportunità. L’Appennino centrale rappresenta una delle aree più suggestive del nostro Paese e può diventare un polo attrattivo per la cosiddetta ‘silver economy’”.

La Flat Tax al 7% è stata introdotta nel 2019 con la Legge n. 145 (art. 24-ter del TUIR) e successivamente estesa ai comuni terremotati con il DL n. 4 del 2022. I requisiti per accedervi sono chiari: il soggetto deve avere residenza all’estero da almeno 5 anni, percepire una pensione da soggetto estero e trasferirsi in un comune con meno di 20.000 abitanti nelle aree colpite dal sisma. Tutti i redditi esteri possono essere tassati al 7% per nove anni, rendendo la misura appetibile anche per pensionati con patrimoni rilevanti.

Secondo Castelli, il potenziale della norma “non è stato ancora attivato in misura sufficiente” e la convenzione con il CGIE, alla firma domani, mira proprio a colmare questo gap. “Attraverso il CGIE”, ha dichiarato, “possiamo intercettare gli italiani all’estero, sensibilizzarli, e far conoscere le straordinarie opportunità che oggi l’Appennino centrale è in grado di offrire”.

La firma della convenzione del 2 aprile tra il Commissario Castelli e il CGIE rappresenta un passo importante per dare visibilità e forza a una misura che può davvero cambiare il volto dei territori feriti dal sisma. Non solo ricostruzione, ma nuova vita, nuovi abitanti, nuove economie. L’Appennino centrale può diventare un laboratorio di rinascita e un punto di riferimento per la silver economy europea. La Flat Tax al 7% non è solo una leva fiscale: è un progetto di futuro.

L’iniziativa di contrasto allo spopolamento dell’Appennino, attraverso il vantaggio fiscale, non è l’unico strumento di rigenerazione sociale ed economica dei territori colpiti dal sisma 2016. L’obiettivo di proporre l’attenzione di questa area del Paese passa attraverso anche le sue bellezze naturali, storiche ed artistiche, che ne fanno un luogo vocato al “turismo lento”. Il turismo dei camminatori. Sono decine i Cammini, dalla via Lauretana al cammino di Francesco nella Marca, fino alla ciclovia del Nera, che hanno ricevuto un sostegno economico – nelle quattro regioni colpite dal sisma – per attrezzare nuovi strumenti di accoglienza, ristoro e supporto per i camminatori.

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