Caso Cospito-Delmastro: la storia, il processo

Dallo sciopero della fame dell'anarchico in carcere, alla frase di Donzelli in Parlamento, alla condanna per il sottosegretario alla Giustizia

di Andrea Soglio
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Caso Cospito-Delmastro, la storia dallo sciopero della fame al processo

Alfredo Cospito e Andrea Delmastro sono i protagonisti di una vicenda umana-giudiziaria-politica destinata a far parlare a lungo. Tutto nasce nel carcere di Sassari dove Cospito era detenuto dopo una condanna a 23 anni di reclusione al carcere duro, il 41-bis, primo anarchico sottoposto a questa misura detentiva.

Alfredo Cospito, storia di un anarchico

Cospito, fondatore del Fai, Federazione Anarchica informale, è stato condannato per l'attentato contro l'amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, gambizzato. Dopo l'arresto per questo agguato e la condanna A Cospito è stato contestato anche l'attentato, sventato, contro la Scuola carabinieri a Fossano (Cuneo) dove due ordigni vennero posizionati all'interno di due cassonetti della spazzatura posti fuori dalla porta di ingresso; ordigni per fortuna mai esplosi. Un attentato che gli è costato in Cassazione la condanna all'ergastolo ostativo, essendo stato ritenuta "strage contro la sicurezza dello Stato"

Nell'autunno 2022 Cospito per protestare contro il regime del carcere duro ha cominciato uno sciopero della fame; le sue condizioni di salute si sono aggravate rapidamente. Ne è nata una battaglia legale ma anche politica sulla sua richiesta di revoca del 41-bis tra pareri legali, controricorsi e controvalutazioni. Il Tribunale di Sorveglianza di Roma a dicembre 2022 ha respinto la richiesta come fece poi anche il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, secondo il quale "la sussistenza della pericolosità sociale dell'anarchico restava immutata..."
Cospito in quei mesi è stato più volte ricoverato all'ospedale San Paolo di Milano per le sue precarie condizioni di salute. A marzo 2023 ha interrotto lo sciopero della fame.

Il Caso Donzelli alla Camera

La vicenda però arriva in parlamento. Il 31 gennaio 2023 durante un intervento alla Camera l'onorevole di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, ha raccontato alcune dichiarazioni ed informazioni su Alfredo Cospito, in quei giorni nel pieno dello sciopero della fame e della sua battaglia personale contro il 41-bis. Donzelli ha riferito in aula alcuni stralci di frasi di Cospito rilasciate ad alcuni parlamentari dell'opposizione che si erano recati nel carcere di Bancali, Sassari, dov'era detenuto. Dettagli che portarono il leader di Avs, Angelo Bonelli, ad una denuncia per cercare di capire l'origine delle informazioni finite nelle mani di Donzelli. Per questo il parlamentare di FdI è stato interrogato e, ai magistrati ha riferito di aver ricevuto quelle informazioni del compagno di partito, Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia del Governo Meloni. "Erano solo confidenze tra coinquilini" ha spiegato Donzelli. Delmastro, sentito a sua volta, ha confermato di aver dato lui le info a Donzelli spiegando però che non si trattava di notizie riservate ma di materiale raccolto dal Dal (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria).

Il Processo a Delmastro

Ed è appunto sul tema del "segreto amministrativo" che si è articolato il processo chiuso il 20 febbraio 2025 con la sentenza.

Il Procuratore, Paolo Melo, ha chiesto l'assoluzione "perché il fatto non costituisce reato". Dopo due ore di camera di Consiglio però i giudici hanno invece ribaltato la richiesta dell'accusa di assoluzione condannando Delmastro per "rivelazione del segreto d'Ufficio" ad 8 mesi, pena sospesa, oltre ad un anno di interdizione dai pubblici uffici.

Andrea Delmastro si è difeso così: "La Procura voleva assolvermi ma nel collegio giudicante c'erano troppi giudici di sinistra. Non mi dimetto". Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si è schierata accanto del sottosegretario: "Sono sconcertata. Non so se la sentenza si sia basata sul merito o su questioni politiche. Delmastro resta al suo posto".

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