Inchiesta Anas, le chat tra Freni e Verdini jr: "Poi al resto pensa Matteo"

Per curare le relazioni con il sottosegretario leghista gli erano stati trovati i biglietti per la Prima della Scala. Per i pm il Matteo citato è Salvini

Di Redazione Cronache
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Tommaso Verdini 
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Inchiesta Anas, le mosse di Verdini jr e le gare. Gli imprenditori e le informazioni privilegiate

Prosegue l'inchiesta a carico di Tommaso Verdini e il suo socio, finiti agli arresti domiciliari nell'ambito di un'indagine su alcune commesse dell'Anas. Per la stessa vicenda è stato iscritto nel registro degli indagati anche l'ex senatore e papà del manager Denis Verdini. Dalle carte della procura - si legge su Il Corriere della Sera - emerge questo quadro. C'erano imprenditori poco disposti ad accettare il rischio d’impresa che pagavano (anche in contanti) per ottenere le informazioni privilegiate sulle gare Anas che Tommaso Verdini, suo padre Denis e il loro socio Fabio Pileri gli procuravano attraverso la Inver srl. Più contatti erano in grado di vantare più aumentava l’appeal della società come consulente.

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Non stupisce allora - prosegue Il Corriere - la manovra di avvicinamento al sottosegretario leghista all’Economia Federico Freni . Collegato in chat con i Verdini, Freni è online quando l’amico Tommaso parla di come propiziare la riconferma dell’ ex amministratore delegato Massimo Simonini (indagato) ai vertici dell’Anas: "Inoltre ti dico se confermassero Simonini...", dice Verdini jr aggiungendo un messaggino che rivendica l’impronta Inver sulla carriera di Simonini: "È roba nostra". Mentre la risposta di Freni è da un lato interlocutoria e dall’altro rassicurante: "Come presidente o consigliere" e poi aggiunge "poi al resto pensa Matteo" (che per gli inquirenti è il vicepremier e ministro Salvini). Per curare le relazioni con il sottosegretario Freni, Verdini jr gli aveva anche procurato i biglietti per la Prima della Scala.