Omicidio Gigi Bici, parla la figlia: "Barbara voleva che uccidesse suo marito"

La figlia di Luigi Criscuolo contro la Pasetti: "Mio padre non avrebbe mai fatto una cosa del genere"

Cronache
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Omicidio Gigi Bici, la figlia Stefania: "Ci dissero che ci avrebbero fatto fuori, uno a uno, se non avessimo corrisposto la cifra richiesta"

E' stata intervistata a Pomeriggio Cinque, da Barbara D'Urso, la figlia di Gigi Bici, l'uomo il cui corpo è stato ritrovato il 20 dicembre scorso a Pavia, davanti alla villa della fisioterapista Barbara Pasetti, arrestata qualche giorno fa. “Lo ha ingannato. Magari oltre che protezione da mio papà lei voleva che lui uccidesse anche il marito. Ma mio papà non avrebbe mai fatto una cosa del genere”. Così Stefania, la figlia del ciclista pavese, in riferimento alla Pasetti, che ora si trova in carcere con l’accusa di aver avuto un ruolo nel delitto del commerciante di biciclette.

“Io il 21 dicembre ho ricevuto una lettera – continua Stefania - la stessa che ha presentato anche la signora Barbara agli inquirenti. Ci avevano anche chiesto di fare una rapina per ridare indietro del denaro. C’era scritto che a mio papà lo avevano già ucciso sparandogli in faccia e ci confermavano che era già morto. Ci chiedevano dei soldi, di fare una rapina, di ipotecare la casa per riavere dei soldi, i soldi che loro dicevano che papà aveva preso e che dovevamo restituire loro. Alla fine questi soldi non sono mai esistiti, è questo il problema. Io vorrei sapere perché hanno ucciso mio papà”.

Stefania prosegue: “Secondo me, mio papà è stato ingannato da questa Barbara. Loro due si conoscevano, lui lo scorso giugno ci aveva raccontato che il suo carrozziere aveva chiesto che una sua cliente potesse essere protetta dal marito. Quindi mio papà e Barbara si sono incontrati, ma mio papà ci aveva detto che lui avrebbe lasciato perdere questa storia.

Barbara Pasetti, l'ultimatum e i bigliettini in macchina di Gigi trovati dalla moglie

“Nella lettera che avevo ricevuto - ha spiegato Stefania - c’era scritto che se entro 8 giorni io non avessi messo fuori dalla mia casa un foglio bianco o sul mio profilo Facebook qualcosa di verde, ci avrebbero fatto fuori uno per uno, a pezzetti tutti io mia sorella Katia e mia mamma, per poi darci in pasto ai maiali. E poi se non avessimo accettato tutto entro il 20 di dicembre sarebbe stato un brutto Natale per tutti noi".

"La lettera - continua la figlia di Luigi Criscuolo - l’ho trovata all’ingresso di casa e a mio parere il mio nome e cognome sono stati scritti da un bambino, forse dal figlio di Barbara, c’era il francobollo ma non era una lettera timbrata. È stata proprio portata qui fuori da casa. Inoltre, mia mamma aveva trovato dei bigliettini da visita di Barbara in macchina di mio papà. Mio papà qualche giorno prima di morire, era stato accompagnato da un amico nel piazzale di un supermercato e lì ha incontrato una donna che gli ha dato dei soldi, 200 euro”.

 

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