Pifferi: "Io picchiata da altre detenute". La donna non va in udienza

Milano, la 38enne in primo grado ha avuto l’ergastolo per la morte della figlia di 18 mesi

di redazione
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Pifferi salta l'udienza: "In carcere mi picchiano"

Alessia Pifferi non si presenta in Tribunale e salta l'udienza del processo d'appello in cui è imputata con l'accusa di aver fatto morire di fame e di sete la figlia di appena 18 mesi, lasciata sola in casa. La motivazione della mancata presenza in aula? "Mi hanno picchiata altre detenute". In primo grado la 38enne era stata condannata all’ergastolo per omicidio volontario. Pifferi, detenuta a Vigevano, - riporta Il Corriere della Sera - non fa valere il "legittimo impedimento", ma motiva la propria assenza oggi con l’essere rimasta vittima di un parapiglia con una o più detenute, al punto da avere riportato la necessità di quattro punti di sutura al viso.

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Già il 12 aprile 2024, durante le sue dichiarazioni spontanee, aveva detto che "in carcere (all’epoca era San Vittore, ndr) le altre detenute mi hanno picchiata, la notte mi urlano "mostro", "assassina", "devi morire", "meriti tante botte". Prosegue - riporta Il Corriere - anche l'inchiesta bis, che è ancora in fase preliminare, per ipotesi di falso a carico dell’avvocata di Pifferi, del consulente psichiatrico della difesa e delle psicologhe che a San Vittore ne attestarono il controverso deficit cognitivo. I pm dovranno anche decidere su una eventuale nuova perizia psichiatrica. Non mancano i colpi di scena nel processo bis per la madre accusata di aver fatto morire di stenti la figlia di appena 18 mesi.

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