Magistrati in sciopero contro la separazione delle carriere. Parodi (Anm): "Una mobilitazione a difesa della Costituzione, non di una casta"

Separazione delle carriere, le toghe vanno allo scontro. Mattarella al Csm: favorite la serenità

di redazione
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Sciopero dei magistrati, l'intervento di Mattarella e il messaggio al governo

Lo scontro tra governo e giudici continua e in questo senso la giornata di oggi rappresenta un momento cruciale, scatta lo sciopero dei magistrati. Le toghe mandano un chiaro messaggio alla premier Meloni: "Siamo uniti e pretendiamo l'indipendenza". Questa la risposta delle toghe all'accelerata decisa dal governo sulla separazione delle carriere. A provare a stemperare gli animi è intervenuto ieri anche il presidente della Repubblica e capo del Csm. "Assicurare la irrinunziabile indipendenza dell'ordine giudiziario" e "contribuire alla serenità della vita istituzionale". Questi i due principi evocati da Sergio Mattarella in chiusura del suo breve intervento al Consiglio superiore della magistratura che rappresentano un auspicio e un’esortazione del capo dello Stato.

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La posta in gioco è alta: la separazione delle carriere dei magistrati tra giudici e pubblici ministeri, con conseguente sdoppiamento del Csm a cui verrebbe sottratto il giudizio disciplinare affidato a un’Alta corte esterna all’autogoverno. Per le toghe di tutte le correnti, - prosegue Il Corriere - salvo rare eccezioni, significa gettare le basi per condizionare, se non ridurre (e alla fine abolire) l’autonomia e l’indipendenza del pm, e quindi di una parte dell’ordine giudiziario; che invece il presidente della Repubblica continua a ritenere indispensabile. Senza esprimersi sul merito della riforma, ovviamente, ma ricordando che non può e non deve toccare quel principio, a prescindere dalle formule utilizzate.

Anm, via libero allo sciopero. Parodi: "Non è una difesa di casta, non difendiamo nessun privilegio" 

"Non è uno sciopero contro qualcuno ma a difesa di una serie di principi della Costituzione in cui fermamente crediamo e che sono fondamentali per i cittadini. È tutto fuorchè una difesa di casta. Noi non difendiamo nessun privilegio". Lo ha detto il presidente dell'Anm Cesare Parodi intervistato da Radio 24 a proposito dello sciopero di oggi dei magistrati. 

 "Che ci possa essere in prospettiva una mutazione genetica del pubblico ministero, che il pm possa essere condizionato dai poteri forti è un rischio concreto. E questo sarebbe l'aspetto più negativo per i cittadini comuni ". Lo ha detto il presidente dell'Anm Cesare Parodi intervistato da Radio 24 parlando delle ragioni dello sciopero di oggi dei magistrati. "Temiamo la rivisitazione del ruolo del pm che oggi è una grande garanzia per tutti i cittadini, libero di verificare i fatti a 360 gradi. Rinunciare a questa garanzia sarebbe molto grave" ha aggiunto il presidente dell'Anm. 

Flash mob sulla scalinata della Cassazione a Roma

Flash mob dei magistrati sulla scalinata della Cassazione, in piazza Cavour a Roma, nel giorno dello sciopero nazionale indetto contro la riforma della giustizia e in particolare il progetto di separazione delle carriere. Toga sulle spalle, coccarda tricolore e con in mano una copia della Costituzione i manifestati si sono schierati sulle scale del Palazzaccio.  L'adesione allo sciopero dei magistrati del Tribunale di Milano "è di circa il 90 per cento". Lo ha annunciato, in attesa dei dati esatti, il presidente del Tribunale milanese Fabio Roia all'inizio del suo intervento all'assemblea pubblica nell'aula magna, piena in ogni posto, del Palazzo di Giustizia. Nel complesso l'adesione allo sciopero è prossima all'80%. Lo annuncia il segretario generale dell'Anm, Rocco Maruotti, nel corso dell'assemblea in corso al cinema Adriano nel giorno dell'astensione delle toghe.

Le parole di Gratteri

"Non riteniamo sia proporzionato dover toccare la Costituzione per quattro magistrati l'anno che da pm chiedono di diventare giudice, mi pare sia qualcosa di davvero sproporzionato e quindi per noi è normale, ed è ovvio, che questa riforma sottenda a qualcos'altro". Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri che ha risposto alla domande dei giornalisti nella biblioteca Tartaglione del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli dove i magistrati, con una coccarda tricolore sulla toga, stanno manifestando il loro dissenso contro la riforma costituzione che prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti.

Gratteri ha ricordato quello che accade negli Stati dove c'è stata la separazione dei carriere: "poco dopo il pm passa sotto l'Esecutivo. E di questo non si sente assolutamente l'urgenza né la necessità, né il bisogno. I problemi della giustizia sono altri, le emergenze sono altre, non certo la separazione delle carriere".   Con questa riforma, ha spiegato il procuratore di Napoli "il pm diventa più forte ma proprio perché esce dalla giurisdizione nel momento in cui passa sotto l'Esecutivo: quindi non è che a noi ce ne viene in più o in meno da punto di vista economico, né da quello della carriera. Il problema è ciò che accade sul campo, qual è il risultato, il risvolto nei confronti della collettività". 

 "So che non piacerà a molti magistrati, ma dico che sono favorevole invece al sorteggio dei componenti del Csm e anche al sorteggio dei componenti del Csm da parte del Parlamento". Lo ha detto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri che ha risposto alla domande dei giornalisti nella biblioteca Tartaglione del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli dove i magistrati, con una coccarda tricolore sulla toga, stanno manifestando il loro dissenso contro la riforma costituzione che prevede la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti.  "Cioè - ha spiegato Gratteri - si divide l'Italia in macro aree, come ad esempio per l'elezione del Parlamento europeo, si rispettano le proporzioni tra pm e giudice, e non si sorteggiano i magistrati che hanno procedimenti disciplinari, penali, ritardo nel deposito delle sentenze o nelle indagini. Stessa cosa vale per i laici nominati dal Parlamento e cioé si escludono dalle iscrizioni all'albo degli avvocati o professori universitari in materia giuridica che hanno precedenti penali o disciplinari e, chi è in grado di scrivere sentenze o di fare una lezione universitaria, sarà sicuramente in grado di valutare se tizio può diventare presidente del tribunale o meno" .

E ancora rispondendo alle domande dei giornalisti, Gratteri ha detto che "c'è l'esigenza di una riforma del Csm, cioè di un'elezione dei componenti: in questo modo si eliminano quasi totalmente certe anomalie delle correnti che, in certi momenti storici, abbiamo visto non funzionare. Mi riferisco al caso Palamara dove io penso che subito dopo i componenti del Csm si sarebbero dovuti dimettere. Per dare l'idea, a prescindere se siano responsabili o meno, - ha aggiunto - ma in quel caso l'opinione pubblica doveva capire e avere l'idea che si voltava pagina e si faceva sul serio.
Invece il messaggio è stato quello dell'autoconservazione". 

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