Eni, nel 2024 utile netto a 5,2 miliardi. Uniti gli asset upstream in Indonesia e Malesia con Petronas
L'amministratore delegato di Eni Descalzi a margine dei conti: "Nel 2024 crescita e creazione di valore hanno raggiunto un livello di eccellenza"
Eni, nel 2024 utile netto a 5,2 mld, nel quarto trimestre a 892 milioni
Nel 2024 il gruppo Eni ha conseguito un utile netto adjusted di 5.264 milioni di euro, in calo del 37%, e di 892 milioni di euro, in calo del 46%, nel quarto trimestre 2024. Sono alcuni dei principali risultati approvati dal Consiglio di Amministrazione di Eni, riunitosi ieri sotto la presidenza di Giuseppe Zafarana. Inoltre, l'utile operativo proforma adjusted nel 2024 è sceso a 14,3 mld del 20% rispetto a 17,8 mld dell'anno precedente.
Nel quarto trimestre 2024 il gruppo ha conseguito l'utile operativo proforma adjusted di 2,6 miliardi di euro, con una riduzione del 28% rispetto a 3,7 miliardi di euro del periodo di confronto. Nel 2024 l'utile ante imposte adjusted è di 11.132 milioni di euro in calo del 26% e nel quarto trimestre 2024, l'utile ante imposte adjusted è di 1.932 mln di euro, in riduzione di 1.257 mln di euro (-39%) rispetto al trimestre di confronto.
L'operazione con Petronas
Eni e Petronas hanno annunciato un memorandum of understanding esclusivo per definire la costituzione di una joint venture per la gestione di una selezione di asset upstream in Indonesia e Malesia. Le società ritengono che questa joint venture creerà significative opportunità di crescita, sia in Malesia che in Indonesia, e potrà generare sinergie efficaci per diventare uno dei principali operatori nel settore del Gnl nella regione, garantendo nel medio termine una produzione sostenibile di 500 mila barili di olio equivalente al giorno. Le riserve della joint venture ammontano a circa 3 miliardi di barili di olio equivalente (boe), e il potenziale esplorativo è di circa 10 miliardi di boe. La joint venture si concentrerà su investimenti in nuovi progetti di sviluppo di gas, riflettendo l'impegno delle società nella transizione energetica e supportando la crescente domanda regionale di gas.
Verrà sviluppato un business plan completo per cogliere le opportunità future nell'ambito dell'esplorazione, dello sviluppo e della potenziale crescita del portafoglio. In base a questo accordo, gli asset manterranno la loro attuale struttura operativa, con un'attenzione particolare alla salute, la sicurezza e l'ambiente, alle tempistiche di realizzazione dei progetti e all'efficienza, mentre entrambe le società continueranno a mantenere i rispettivi impegni nell'ambito della sostenibilità. La nuova società farà leva sulle competenze e sulle capacità finanziarie di Eni e Petronas e si prevede che possa auto finanziarsi anche attraverso contributi esterni. Eni e Petronas mirano a garantire la stabilità della produzione per gli asset in Malesia, e al contempo sostenere gli investimenti necessari per i nuovi sviluppi in Indonesia. Eni e Petronas hanno informato i governi indonesiano e malese delle loro intenzioni
Eni, l'ad Descalzi: "Nel 2024 crescita e creazione di valore hanno raggiunto un livello di eccellenza"
"Nel 2024 crescita e creazione di valore hanno raggiunto un livello di eccellenza, supportati dalla nostra struttura finanziaria e dalla disciplina nei costi", ha commentato l'Ad di Eni, Claudio Descalzi, dopo la pubblicazione dei conti del 2024 rilevando che gli "eccellenti progressi strategici e operativi hanno consentito di realizzare 14,3 miliardi di utile operativo proforma adjusted e 13,6 miliardi di flusso di cassa adjusted, entrambi ben superiori alle nostre previsioni". "La gestione ha reso disponibile un avanzo di circa 5 miliardi, in grado di coprire la remunerazione degli azionisti, con un dividendo incrementato rispetto al 2023", ha aggiunto. L'avanzo di 5 miliardi e un ritmo accelerato nel programma di riacquisto di azioni proprie quasi raddoppiato a 2 miliardi è stato realizzato "dopo aver finanziato 8,8 miliardi di investimenti organici, livello minore rispetto alle stime iniziali", ha spiegato l'Ad.
Inoltre, ha aggiunto, "le nostre operazioni di portafoglio hanno consentito di traguardare un minimo storico nel rapporto d'indebitamento attestatosi su base proforma al 15%, che ci assicura la flessibilità finanziaria per continuare a investire nel business e a remunerare i nostri azionisti attraverso i cicli dell'industria". "La nostra posizione di leadership nell'industria è frutto della competitività del portafoglio di attività e del coerente disegno gestionale e finanziario del modello satellitare, che ha concretizzato oltre 21 miliardi di valore d'impresa nel corso dell'anno - ha proseguito Descalzi - Continuiamo a estrarre valore dal nostro portafoglio di risorse, con E&P che ha conseguito un incremento del 3% nella produzione di gas e petrolio guidato dagli avvii di progetti organici e dall'integrazione di Neptune. Ne abbiamo accresciuto il valore attraverso la creazione di un nuovo satellite geograficamente focalizzato in combinazione con Ithaca Energy nel Mare del Nord, portando nel contempo avanti la dismissione di attività mature e non strategiche. La nostra esplorazione ha proseguito nel proprio percorso di risultati di assoluto rilievo, con 1,2 miliardi di boe di nuove risorse, che costituiscono la base per lo sviluppo futuro e aprono opportunità di monetizzazione anticipata delle scoperte, in linea con il nostro dual model".
Il business della chimica, "impattato dalle debolezze strutturali dell'industria europea, ha avviato un processo di ristrutturazione e di trasformazione che farà leva sulle nostre competenze tecnologiche nel costruire business caratterizzati da vantaggi competitivi nella transizione energetica e nell'economia circolare", assicura il manager. Plenitude ed Enilive "hanno entrambe conseguito gli obiettivi annuali in termini di Ebitda, nonostante il contesto di mercato sfidante", "i risultati operativi sono stati eccellenti". "Applicando il nostro consolidato modello satellitare, stiamo avanzando nella realizzazione dei progetti Ccs in Italia e nel Regno Unito, ponendo le basi per la creazione di un nuovo satellite legato alla transizione" ha concluso Descalzi.
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