Generali, manovra anti-Donnet al Senato: può entrare nella legge di bilancio

Se il ddl sulle liste del cda venisse approvato in tempi brevi, l'attuale ceo del Leone potrebbe non riuscire più a ricandidarsi

Philippe Donnet, ceo di Assicurazioni Generali 
Economia
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Generali, il ddl sulle liste del cda può entrare nella legge di bilancio: Donnet fuori dal cda 

Donnet fuori dal cda di Generali, così come l'attuale presidente Gabriele Galateri di Genola, oggi al vertice della lista del consiglio: se le novità contenute nel disegno di legge sulle liste del board presentato dai senatori Luciano D'Alfonso (Pd), con cofirmatario tra gli altri Emiliano Fenu (M5S) divenissero subito operative, l'attuale ceo del Leone non potrebbe più essere indicato dal consiglio delle Generali come prossimo amministratore delegato del gruppo assicurativo di Trieste. Stessa sorte anche per l'attuale presidente, Gabriele Galateri di Genola: non più ripresentabile al vertice dalla lista del consiglio.

Uno scenario che sta scaldando gli animi, nonostante il provvedimento in questione sia un disegno di legge che, come tale, qualora iniziasse il suo iter parlamentare, avrebbe tempi lunghi, con un'approvazione che, anche in caso di esito positivo, sarebbe successiva all'assemblea di Generali che ad aprile dell'anno prossimo dovrà rinnovare la governance della prima compagnia assicurativa italiana.

A quanto pare, si starebbe concretizzando l'ipotesi che il ddl, composto da un solo articolo, possa trasformarsi in un emendamento che potrebbe essere approvato ben prima, entrando a gamba tesa nella contesa che in Generali vede contrapposta Mediobanca (a favore di una riconferma di Donnet e di una lista del consiglio) ai soci privati, Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo del Vecchio, che insieme alla Fondazione Crt hanno sottoscritto un patto di sindacato sul 13,23%, pronti a presentare una lista alternativa a quella del consiglio, considerata espressione di Piazzetta Cuccia, e a sostituire l'attuale ceo.

Le ipotesi sul tavolo, tutte da verificare, sarebbero di inserire l'emendamento nella prossima manovra, ma si starebbe valutando anche l'idea di un emendamento al decreto fiscale, ora all'analisi della commissione Finanze del senato presieduta da D'Alfonso e che, come relatore vede tra l'altro proprio il senatore Fenu, anche se potrebbero sorgere problemi di estraneità alla materia.