Mediobanca: il settore arredo-illuminazione cresce moderatamente nel 2024, prospettive positive per il 2025
L’andamento del mercato ha mostrato differenze significative tra le varie categorie di imprese, evidenziando una maggiore crescita per le aziende con fatturato superiore ai 100 milioni di euro
Mediobanca: presentato lo studio sul settore arredo-illuminazione, tra crescita moderata nel 2024 e sfide per il 2025
Il settore dell’arredo-illuminazione italiano ha chiuso il 2024 con un lieve aumento del fatturato pari allo 0,7%, mentre le esportazioni hanno registrato un calo dello 0,9%. I dati emergono dall’indagine condotta dall’Area Studi Mediobanca, presentata in occasione della 63ª edizione del Salone del Mobile. L’andamento del mercato ha mostrato differenze significative tra le varie categorie di imprese, evidenziando una maggiore crescita per le aziende con fatturato superiore ai 100 milioni di euro, che hanno registrato un incremento del 2,4% e un aumento delle esportazioni del 4,3%. Al contrario, le imprese più piccole hanno subito una flessione, con una riduzione dell’1% nel fatturato e un calo del 6,2% nelle vendite all’estero.
Anche la localizzazione geografica ha influito sulle performance del settore. Le aziende situate nei distretti industriali hanno ottenuto risultati migliori, con un incremento dell’export dell’1,3%, mentre quelle al di fuori dei distretti hanno registrato una contrazione più marcata, pari al 6,8%. Le imprese che operano nel segmento dell’alta gamma hanno sofferto un rallentamento delle vendite all’estero, registrando un calo del 2,2%, mentre quelle del mass-market hanno mostrato una maggiore tenuta con una riduzione dello 0,4%.
Le prospettive per il 2025 appaiono più incoraggianti, con il 75% delle aziende che prevede un incremento del fatturato e delle esportazioni. La crescita stimata si aggira intorno al 2,5%, anche se il settore dovrà affrontare diverse sfide. La principale preoccupazione per le imprese riguarda la concorrenza di prezzo, segnalata come problematica dal 71,4% delle aziende. Le tensioni geopolitiche rappresentano un altro elemento di incertezza, con il 60% delle imprese che teme ripercussioni negative, in particolare a causa dell’agenda protezionistica degli Stati Uniti. Inoltre, il costo dell’energia continua a rappresentare un ostacolo per oltre un terzo delle aziende del settore.
Per far fronte a queste difficoltà, molte imprese stanno puntando sull’espansione in nuovi mercati e sullo sviluppo di nuovi prodotti e servizi, con un’attenzione crescente verso gli investimenti in tecnologia e sostenibilità. Circa l’80% delle aziende ha avviato progetti legati alla sostenibilità, concentrandosi principalmente sulla gestione dei rifiuti e sulla riduzione dell’uso di fonti fossili. Tuttavia, il percorso verso la neutralità climatica appare ancora lungo, con solo il 2,9% delle imprese che ha già definito un obiettivo Net-Zero certificato, mentre oltre un quarto non ritiene necessario fissare obiettivi di riduzione delle emissioni.