Macron fa campagna elettorale a Mosca. Il flirt con Putin fa arrabbiare Biden

Sin dal suo arrivo all'Eliseo il presidente francese cerca il disgelo con la Russia. Il suo viaggio viene visto come una "resa anticipata" al Cremlino

di Lorenzo Lamperti
Esteri
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Ucraina, Macron vola da Putin in Russia. Usa ed Europa orientale storcono il naso

Una resa ex ante. C'è anche chi definisce così la visita di Emmanuel Macron a Mosca, dove incontrerà Vladimir Putin di ritorno da Pechino. Solo pochi giorni fa, il presidente russo è stato incoronato "caro amico" da quello cinese Xi Jinping all'inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali 2022, con il regalo in cambio di una nuova maxi dotazione di gas attraverso il Power of Siberia 2 che potrebbe ripercuotersi sull'approvvigionamento energetico europeo. Ma l'inquilino dell'Eliseo, magari anche per questo, mostra il volto accomodante all'orso che danza lungo il confine dell'Ucraina e sul fianco orientale dell'Europa.

A far storcere il naso a qualche alleato, dagli Stati Uniti ai paesi della cintura nord orientale dell'Europa (vale a dire quelli più esposti ai movimenti di Mosca) sono state anche e soprattutto le dichiarazioni della vigilia di Macron, il quale ha detto in un'intervista al Journal du Dimanche che per i paesi occidentali è necessario capire i timori della Russia e che potrebbero dover fare concessioni al Cremlino. "Sono sempre stato coinvolto in un dialogo approfondito con il presidente Putin e la nostra responsabilità è costruire soluzioni di portata storica", ha aggiunto. "L'obiettivo geopolitico della Russia oggi non è chiaramente l'Ucraina, ma chiarire le regole di convivenza con Nato e Ue", ha detto Macron.

Non può sorprendere che questa uscita possa non essere particolarmente piaciuta dalle parti di Casa Bianca e Pentagono, dove invece si sforzano a convincere i partner europei dell'imminenza di una possibile invasione russa. Macron mostra di non credere alla narrativa semplicista dell'Ucraina terreno di caccia dello zar Putin, ma fa un passo in direzione di Mosca che prende una dimensione ulteriore in un'altra dichiarazione che sembra aprire alla possibilità di trovare una via di fuga mediana: "La sicurezza e la sovranità dell'Ucraina o di qualsiasi altro stato europeo non possono essere oggetto di compromesso, mentre è anche legittimo che la Russia ponga la questione della propria sicurezza", ha detto Macron.

La strategia di Macron per il disgelo con la Russia, Biden permettendo

Parole che sembrano pensate apposta per garantire un compromesso in grado di soddisfare le reciproche linee retoriche senza far passare nessuno da sconfitto. Congelamento dell'allargamento a est della Nato ma rassicurazioni sul rispetto della sovranità dell'Ucraina, magari con qualche spazio di negoziato sul Donbass? A Macron sembra che possa trattarsi di uno sviluppo accettabile, molto meno dalle parti di Washington. Anche perché gli Stati Uniti sanno quale sia la linea di Macron, ancora non assimilabile alla loro. Vale a dire un riavvicinamento tra Europa e Russia volto non solo a riavviare diplomazia e commercio ma anche a spezzare l'asse che sta diventando sempre più solido tra Mosca e Pechino.

"Dobbiamo proteggere i nostri fratelli europei proponendo un nuovo equilibrio capace di preservare la loro sovranità e pace. Questo deve essere fatto rispettando la Russia e comprendendo i traumi contemporanei di questo grande popolo e grande nazione". Che cos'altro può significare se non trovare un compromesso? Macron flirta da anni con l'idea di riammettere il Cremlino al tavolo dell'occidente, scontrandosi con la fermezza degli Usa ma anche interna all'Ue. Basti ricordare il primo faccia a faccia nella reggia di Versailles nel 2017, oppure l'invito a Putin al forte di Bragançon, residenza ufficiale dal capo di stato francese. Anche allora le critiche degli alleati furono tante.

Ora, complice la presidenza di turno in ambito comunitario e la fuoriuscita completa del Regno Unito (altro nemico giurato di Mosca), ci riprova. Con sullo sfondo un'altra prospettiva, vale a dire quella delle elezioni di aprile in cui Macron cerca di ottenere un secondo mandato all'Eliseo, impresa mancata negli ultimi due decenni da qualsiasi presidente francese. E per farlo rilancia la sua azione in materia di politica estera, per mostrare che Parigi può davvero essere il centro propulsore dell'Unione europea post Angela Merkel. Joe Biden permettendo, visto che la Casa Bianca non vede certo di buon occhio il disgelo autonomo tra Europa e Russia, come già dimostrato sulla vicenda del gasdotto North Stream 2 tra Mosca e Berlino.

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Nel frattempo, continuano a rincorrersi voci contrastanti sullo scenario strategico. Kiev prova a smorzare l'allarme in arrivo dagli Usa. "Non credete alle previsioni apocalittiche", ha scritto su Twitter del ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, dopo gli allarmi lanciati da Washington su una possibile invasione russa dell'Ucraina che porterebbe alla caduta di Kiev in due giorni. "Capitali diverse hanno scenari diversi, ma l'Ucraina è pronta a qualsiasi sviluppo. Oggi abbiamo un forte esercito, un sostegno internazionale senza precedenti e la fiducia degli ucraini nel loro paese", ha scritto Kuleba, dopo che anche la presidenza ucraina ha tenuto a sottolineare che a oggi "le possibilità di trovare una soluzione diplomatica per la riduzione della tensione considerevolmente maggiori della minaccia di un'ulteriore escalation".

La Bielorussia, invece, fa sapere di essere pronta a intervenire al fianco della Russia in caso di conflitto. E anche di bloccare la fornitura energetica a Kiev. Aleksandr Lukashenko, sempre più vicino a Putin, sostiene che gli Stati Uniti stanno spingendo le autorità di Kiev a forzare un'azione militare. La Russia e la Bielorussia hanno marcato qualsiasi "uno scontro linea rossa" per evitare, e che dunque sono sono pronte a dare una risposta unita nel caso superati i limiti stabilità. Proprio in queste settimane si svolge una grande esercitazione militare congiunta in territorio bielorusso, evenienza indicata da diversi analisti come una scusa anche per tenere le forze di Mosca dalle parti di Minsk in occasione del referendum che si terrà nelle prossime settimane per sedare sul nascere le eventuali proteste.