Hamas 'indicatori positivi' per seconda fase tregua a Gaza. Uomo con bandiera palestinese sul Big Ben. E nel campo da golf di Trump...

Un uomo si è arrampicato sul Big Ben, il simbolo di Londra, con una bandiera palestinese. Gaza, Italia con Francia, Germania e Gb: "Bene l'iniziativa araba"

di redazione
Esteri

Medio Oriente: Hamas vede 'indicatori positivi' per seconda fase tregua a Gaza 

Hamas ha dichiarato di vedere "indicatori positivi" per l’avvio di negoziati sulla seconda fase della tregua a Gaza. Lo ha affermato un portavoce del gruppo in un comunicato, citato dal Times of Israel. La prima fase dell’accordo tra Israele e Hamas, che prevedeva un cessate il fuoco temporaneo e il rilascio di alcuni ostaggi, si è conclusa sabato scorso. I colloqui sulla seconda fase avrebbero dovuto iniziare il 3 febbraio, ma Israele ha finora evitato di partecipare attivamente, poiché questa fase implicherebbe il ritiro totale dell’esercito israeliano da Gaza e la fine permanente della guerra in cambio della liberazione degli ostaggi ancora in vita.

Mo: uomo con bandiera palestinese si arrampica su Big Ben 

Un uomo si è arrampicato in queste ore sul Big Ben, il simbolo di Londra, con una bandiera palestinese. Lo riferisce Sky News, precisando che sul posto si trovano la polizia ed i vigili del fuoco, che hanno alzato una piattaforma per fare scendere l'uomo. Alcuni video sui social mostrano un individuo a piedi nudi posizionato su una sporgenza della Elizabeth Tower a diversi metri di altezza che regge la bandiera.

 

L'uomo è stato visto arrampicarsi sulla torre, mentre il gruppo Palestine Action ha annunciato di aver scritto "Gaza non è in vendita" sul campo da golf Turnberry di Donald Trump in Scozia. Condividendo un'immagine dell'atto vandalico, il gruppo ha scritto su X: "Mentre Trump cerca di trattare Gaza come una sua proprietà, dovrebbe sapere che la sua proprietà è a portata di mano". La protesta è avvenuta dopo che il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che gli Stati Uniti "prenderanno il controllo della Striscia di Gaza e faremo del nostro meglio anche lì".

Gaza, Italia con Francia, Germania e Gb: "Bene iniziativa araba"

"Noi, ministri degli Esteri di Francia, Germania, Italia e Regno Unito, accogliamo con favore l'iniziativa araba di un piano di ripresa e ricostruzione per Gaza. Il piano indica un percorso realistico per la ricostruzione di Gaza e promette - se attuato - un miglioramento rapido e sostenibile delle catastrofiche condizioni di vita dei palestinesi che vivono a Gaza". E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta dei capi delle diplomazie dei quattro Paesi europei, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in cui si sottolinea che "gli sforzi di ripresa e ricostruzione devono basarsi su un solido quadro politico e di sicurezza accettabile sia per gli israeliani che per i palestinesi, che garantisca pace e sicurezza a lungo termine".

"Ribadiamo con chiarezza che Hamas non deve più governare Gaza né essere una minaccia per Israele. Sosteniamo esplicitamente il ruolo centrale dell'Autorità palestinese e l'attuazione del suo programma di riforme", proseguono i quattro ministri degli Esteri, che lodano "i seri sforzi di tutte le parti coinvolte" e apprezzano "l'importante segnale che gli Stati arabi hanno inviato sviluppando congiuntamente questo piano di ripresa e ricostruzione".

"Ci impegniamo a lavorare a sostegno dell'iniziativa araba, dei palestinesi e di Israele per affrontare insieme tali questioni, incluse la sicurezza e la governance. Esortiamo tutte le parti a lavorare partendo dai punti di merito del piano come punto di partenza", concludono.

Il piano arabo per ricostruire Gaza

Prevede due fasi e un investimento di 53 miliardi di dollari il piano per la ricostruzione della Striscia di Gaza presentato durante il summit di emergenza della Lega Araba al Cairo e alternativo a quello ipotizzato dal presidente americano Donald Trump. Lo riportano i media arabi sottolineando che, per i leader arabi, la ricostruzione di Gaza dovrebbe durare almeno quattro anni e mezzo. Iniziando con un cessate il fuoco temporaneo durante il quale verranno ''adottate misure per rafforzare la fiducia'' e mentre Egitto e la Giordania forniranno addestramento alla polizia palestinese in preparazione del suo dispiegamento nella Striscia di Gaza.

Secondo i dettagli della bozza del piano egiziano resi noti dal canale qatariota Al-Arabi, oltre allo stanziamento di 53 miliardi di dollari per la ricostruzione della Striscia di Gaza è prevista l'istituzione di un comitato temporaneo per la gestione dell'enclave per un periodo di sei mesi. Una fase transitoria, appunto, in preparazione del ritorno dell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp) a Gaza. Durante il cessate il fuoco temporaneo inizieranno i negoziati diretti tra Israele e palestinesi in vista di una soluzione a due Stati. Il piano arabo afferma infatti che i palestinesi hanno diritto a uno Stato indipendente che coesista accanto allo Stato di Israele. "La soluzione dei due Stati aprirà le porte alle relazioni tra i paesi della regione e Israele", si legge.

Il piano arabo apre anche alla possibilità che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite valuti l'invio di forze internazionali a Gaza. Secondo le anticipazioni, il comitato nella Striscia di Gaza sarebbe composto da personalità indipendenti, escluderà membri di organizzazioni terroristiche palestinesi e opererà sotto l'autorità del governo dell'Autorità Nazionale palestinese di Ramallah. Inoltre, in sette aree nella Striscia di Gaza verrebbero forniti alloggi temporanei per 1,5 milioni di palestinesi, in contrasto con il piano di sfollamento in massa immaginato da Trump.

L'emittente Al-Arabiya ha spiegato che la prima fase della ricostruzione della Striscia di Gaza dovrebbe durare due anni, per un costo di circa 20 miliardi di dollari. La seconda fase durerebbe invece due anni e mezzo e avrebbe un costo di circa 30 miliardi di dollari. La maggior parte del denaro è necessaria per ristrutturare le case dei residenti, precisa l'emittente. Il comitato temporaneo lavorerà per raccogliere il sostegno e il denaro necessari per la ricostruzione e sarà istituito un fondo fiduciario supervisionato a livello internazionale al quale saranno trasferiti i fondi, scrivono i media arabi.

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