Mafia turca in Italia, arrestato a Milano il braccio destro del boss Baris Boyun
Arrestato a Milano un cittadino turco 38enne che era giunto in Italia per far eseguire le indicazioni del boss Boyun, incarcerato a maggio. Commissionato anche un omicidio a Berlino
Mafia turca in Italia, arrestato a Milano il braccio destro del boss Baris Boyun
La polizia a Milano ha eseguito un'ordinanza di misura cautelare, emessa dal gip meneghino, nei confronti di un cittadino turco di 38 anni, residente in Italia, indagato per associazione per delinquere aggravata anche dalla transnazionalita', finalizzata alla commissione di una serie di reati tra cui detenzione e porto abusivo di armi anche clandestine, traffico internazionale di armi, favoreggiamento immigrazione clandestina, omicidi, stragi, traffico di sostanza stupefacente, riciclaggio, falsificazione di documenti d'identificazione, ricettazione ed autoriciclaggio.
Il 38enne sarebbe giunto in Italia nel maggio del 2024 per proteggere il boss Baris Boyun da eventuali attentati, ma anche per far fronte a sue esigenze economiche o logistiche. L'organizzazione criminale turca, attiva in tutta Europa, era stata appena smantellata proprio nella primavera scorsa, con l'arresto anche di Boyun.
Le indagini dello Sisco di Milano, della Squadra Mobile di Como e dal Servizio Centrale Operativo di Roma riguardano una organizzazione criminale transnazionale composta prevalentemente da cittadini turchi dedita a una serie di reati tra cui banda armata con finalita' di terrorismo, che fa capo a Boyun, arrestato lo scorso 22 maggio insieme ad altre 20 persone nel corso di una vasta operazione di polizia che oltre all'Italia ha visto coinvolte la Svizzera, la Bosnia e l'Olanda.
Boyun usava il suo emissario per far eseguire i suoi ordini fuori dal carcere
Attivita' tecnica e costanti servizi di osservazione hanno mostrato come il capo dell'organizzazione criminale, dai domiciliari dove si trovava per detenzione e porto di arma comune da sparo, continuava a dirigere e coordinare dall'Italia il gruppo, gestendo un traffico di droga e di armi e l'immigrazione clandestina attraverso la rotta balcanica.
L'uomo ha anche altresi' ordinato la commissione di reati anche terroristici in Europa, in particolare a Berlino, con l'omicidio di un cittadino turco avvenuto il 10 marzo scorso, e pianificato, in Turchia, un attentato a una fabbrica di alluminio, tra il 19 e 20 marzo scorso, attraverso l'utilizzo di armi connotate da un'elevata potenza di fuoco. L'attentato alla fabbrica e' fallito solo grazie allo scambio informativo tra la Polizia di Stato tramite l'Interpol e la polizia turca del Kom.
Approfondimenti investigativi hanno consentito poi di documentare come, pur essendo detenuto, il capo dell'organizzazione, passato al regime speciale del 41-bis, attraverso l'uomo ora arrestato, a lui legato da un rapporto di parentela e richiedente asilo, continuasse a impartire ordini alla banda attraverso 'pizzini' consegnati durante i colloqui in carcere.