Omicidio Gigi Bici, chi è Barbara Pasetti: trovò il corpo e ora è accusata

Omicidio Gigi Bici, chi è Barbara Pasetti: ci sono novità e una svolta nelle indagini a un mese di distanza dal ritrovamento del corpo di Luigi Criscuolo

Milano
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Omicidio Gigi Bici, chi è Barbara Pasetti: ci sono novità e una svolta nelle indagini a un mese di distanza dal ritrovamento del corpo di Luigi Criscuolo.

Omicidio Gigi Bici

Il caso “Gigi Bici” ha fatto molto rumore nel Pavese, attirando attenzione mediatica e non solo. Le indagini erano partite lo scorso novembre dopo la segnalazione della scomparsa di Luigi Criscuolo, 60 anni, conosciuto come “Gigi bici “e il ritrovamento della sua auto in un campo a Calignano, frazione di Cura Carpignano.

A fine novembre ai parenti dell'uomo erano stati chiesti 390mila euro in cambio della liberazione e secondo quanto è emerso dall’indagini ci sarebbero state altre richieste di denaro. Poi la svolta, il ritrovamento del corpo di Luigi Criscuolo che ha fatto tracciare una strada ben precisa agli inquirenti.

Chi è Barbara Pasetti

Barbara Pasetti, fisioterapista 44 anni, è la mamma del bambino di 8 anni che, mentre giocava davanti a casa, ha scoperto il corpo dell'uomo parzialmente nascosto dalle foglie. Dopo un mese esatto dal ritrovamento del corpo, è scattato l’arresto della donna. Il fermo è arrivato dopo che gli agenti della squadra mobile, con l'ausilio della scientifica, hanno perquisito la villa vicino al campo del ritrovamento, che è stata posta sotto sequestro. Le accuse alla donna

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Barbara Pasetti, la fisioterapista di Calignano ora dietro le sbarre, avrebbe fatto una prima richiesta estorsiva alla famiglia di Gigi Bici dopo la scomparsa dell'uomo che ammonterebbe a 390.000 euro.Le indagini nei confronti della donna e di conseguenza le accuse sono partite da una lettera anonima posta nella cassetta postale della casa della fisioterapista. La polizia in particolare ha cercato di far luce sulle frequentazioni di Criscuolo e sull'attendibilità della lettera anonima. La missiva era scritta al computer in un italiano sgrammaticato con cui si racconta che a Criscuolo era stato affidato il bottino di una rapina effettuata anni fa in Oltrepò Pavese (300mila euro tra contanti e gioielli), che l'uomo non avrebbe restituito nell'appuntamento dell'8 novembre scorso a Calignano. Nella lettera sono descritti alcuni oggetti personali sottratti a "Gigi Bici" tra cui un orologio, un portafoglio nero, le foto della moglie e delle figlie. Non solo: sempre nello scritto venivano minacciati anche i familiari dell'uomo, in caso di mancata restituzione del bottino.

Le indagini continuano

In merito alla lettera anonima, l'indagata recentemente aveva detto: "La verità è che gli assassini mi hanno usata come tramite con i familiari di quell’uomo. Per questo motivo hanno lasciato quella lettera nella mia cassetta della posta con la fotografia del cadavere".

Gli inquirenti intanto dovranno far ancora di più luce per capire che tipo di legame c’è tra la donna e l’omicidio di Criscuolo. “L'attività di indagine sviluppatosi con numerosi servizi di osservazione - spiega il procuratore Fabio Napoleone - supportata da servizi di natura tecnica e approfondita attraverso l'intervento di plurimi consulenti tecnici del pubblico ministero ha permesso di far emergere gravi indizia di reato a carico di Barbara Pasetti in relazione al solo reato di tentata estorsione". L'inchiesta "proseguirà non solo al fine di individuare gli autori materiali dell'omicidio ma altresì allo scopo di trarre definitiva conferma degli addebiti allo stato mossi nei confronti dell'indagata".