Salva Milano, Assoimmobiliare: "Senza sarà paralisi". Ma Cgil: "E' legge sbagliata"
Il ddl Salva Milano continua a dividere. Invocato da Assoimmobiliare, ma Cgil chiede "una riforma organica". Conte (M5S): "Un vero progressista non può sostenerlo"
Salva Milano, Assoimmobiliare: "Senza sarà paralisi". Ma Cgil: "E' legge sbagliata"
Il ddl Salva Milano continua a suscitare reazioni contrastanti. Nella giornata di lunedì 3 marzo, il provvedimento ha incassato il sostegno di Assoimmobiliare, mentre ha ricevuto critiche da CGIL e Movimento 5 Stelle, che ne chiedono una revisione radicale.
Assoimmobiliare: "Bloccare il ddl significa paralizzare gli investimenti"
A difendere il Salva Milano è Davide Albertini Petroni, presidente di Confindustria Assoimmobiliare, che sottolinea l’importanza del disegno di legge per la filiera dell’edilizia: "Bloccare il Salva Milano significa danneggiare pesantemente non solo una città, ma un’intera filiera: imprese, investitori, architetti, artigiani e numerose PMI". Petroni evidenzia come la norma favorisca la demoricostruzione di edifici dismessi e da bonificare senza ulteriore consumo di suolo.
Per Assoimmobiliare, l'approvazione della legge è urgente per sbloccare miliardi di euro di investimenti congelati e rispondere a un'oggettiva domanda abitativa. "Non si possono trascurare i profili sociali di questo stallo: i progetti fermi riguardano social housing, case per famiglie, studenti e anziani, modelli residenziali essenziali per Milano", ha aggiunto Petroni durante la tavola rotonda organizzata dalla senatrice Sironi.
Conte (M5S) attacca: "Un vero progressista non può sostenerlo"
Sul fronte opposto si schiera il Movimento 5 Stelle, con il leader Giuseppe Conte che critica duramente il provvedimento: "Dirsi progressisti significa esserlo. Bisogna garantire servizi adeguati, più verde pubblico e combattere il consumo di suolo. Questo strumento normativo non è compatibile con chi si definisce progressista". Per il M5S, il ddl favorirebbe logiche speculative, mettendo a rischio il tessuto urbano senza un adeguato controllo pubblico sugli interventi.
CGIL: "Legge sbagliata, serve una riforma organica"
Critiche nette arrivano anche dalla CGIL, con la segretaria confederale Daniela Barbaresi che ribadisce il giudizio negativo già espresso in audizione: "Chiediamo alle forze politiche di presentare emendamenti entro il 12 marzo per una modifica radicale del provvedimento". Secondo il sindacato, il ddl "affida lo sviluppo urbano a un mercato senza regole, senza un ruolo centrale del pubblico e senza il coinvolgimento dei cittadini". Barbaresi denuncia anche la mancanza di una visione organica per la rigenerazione urbana, lamentando che "si procede per deroghe e commissariamenti, senza una reale pianificazione".
La CGIL critica in particolare l’utilizzo della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) per autorizzare interventi impattanti senza adeguati strumenti urbanistici e senza corrispettivi economici per gli enti locali, già penalizzati da tagli ai bilanci. "Il governo ripropone il modello Caivano, bypassando le norme ordinarie e ignorando il confronto con le comunità locali", aggiunge la sindacalista.
Infine, sulla questione abitativa, CGIL accusa il governo di mancanza di fondi e di una strategia efficace, denunciando che i Piani casa vengono annunciati senza risorse concrete. "Se non si corre ai ripari, questa legge rischia di produrre danni per anni", conclude Barbaresi.
Il dibattito sul Salva Milano è dunque destinato a proseguire nelle prossime settimane, con le opposizioni decise a chiedere modifiche al testo prima della scadenza degli emendamenti fissata per il 12 marzo.