Sostenitori di Israele, manager e giornalisti tra i proscritti dal Pci: ecco i nomi

Tutti i nomi all'indice del nuovo Pci: giornalisti, aziende e imprenditori schedati come nemici

di redazione politica
Tags:
Politica

"Sostenitori di Israele", manager e giornalisti tra i proscritti dal Pci: ecco i nomi

Una lista di "organismi e agenti sionisti in Italia", con nomi e cognomi di esponenti politici, imprenditori, esponenti della Comunità ebraica e giornalisti, ma anche nomi e indicazioni su aziende e imprese italiane e non, alcuni provvisti di indirizzi delle sedi principali. Questo è quanto apparso da ieri sul sito del nuovo Pci, nell' "Avviso ai naviganti 145". Una lista nata in relazione alla, si legge, "campagna mediatica contro Gabriele Rubini (meglio conosciuto come Chef Rubio, ndr.), l’Unione Democratica Arabo Palestinese e il P.CARC". "Sviluppare la denuncia e la lotta contro organismi e agenti sionisti in Italia", l'indicazione, "sia per sostenere la resistenza del popolo palestinese sia per liberare il nostro paese dai gruppi imperialisti italiani e stranieri e in particolare dal protettorato USA-NATO".

LEGGI ANCHE: La Russa attacca: "La lista del nuovo Pci sui sostenitori di Israele è un attacco alla libertà"

Come riporta Il Giornale, oltre a società e figure del mondo imprenditoriale vengono citati "sionisti esponenti di partiti politici delle Larghe intese", tra cui Gabriele Albertini, il senatore di Forza Italia Claudio Lotito, la senatrice di Fratelli d'Italia Ester Mieli, l'ex presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, e il sindaco di Firenze Sara Funaro. In un quadro già di per sé inquietante vengono elencati "dirigenti, giornalisti, intellettuali", mettendo nel mirino numerose personalità del mondo giornalistico e culturale italiano a cominciare dalle firme de Il Giornale.

Ad essere accusati di rappresentare "agenti sionisti" sono Alessandro Sallusti, Vittorio Feltri, Nicola Porro, Augusto Minzolini, Fiamma Nirenstein e anche il sottoscritto. Ma la lista di proscrizione del "(nuovo) Partito comunista italiano" è lunga e bipartisan, includendo il direttore e fondatore de Il Foglio Claudio Cerasa e Giuliano Ferrara, il direttore de La Verità Maurizio Belpietro, e i direttori di Libero Mario Sechi e Daniele Capezzone. E ancora, i giornalisti televisivi Mario Giordano, Paolo Del Debbio, Monica Maggioni, Enrico Mentana, David Parenzo e Nathania Zevi. Non manca il direttore di Repubblica Maurizio Molinari, così come l'amministratore delegato della Rai Roberto Sergio e l'ex presidente della Rai Marcello Foa. Viene inserita anche la comunità ebraica con Noemi Di Segni, Riccardo Shmuel Di Segni, Alfonso Pedatzur Arbib, Alberto Moshe Somekh, Beniamino Goldstein, Roberta Anati (presidente Elnet Italia). Tra i giornalisti ci sono anche Paolo Mieli, Paolo Liguori, Ernesto Galli Della Loggia, Ferruccio De Bortoli, Goffredo Buccini, Antonio Polito e tanti altri.

Eppure, spiega Il Giornale, si tratta di un documento che meriterebbe un approfondimento non solo da un punto di vista giornalistico ma anche in altre sedi sia per l'accusa diffamatoria alle personalità inserite di essere "a libro paga delle agenzie sioniste in Italia" sia perché espone i nomi indicati (molti dei quali ebrei) a pericolose ritorsioni.