Piano Casa il Governo lo impugna, Maraschio: 'Occorre voltare pagina'

La nota dell'assessora all’Ambiente e urbanistica della Regione Puglia sull’impugnazione da parte del Governo della proroga al Piano Casa e quelle di FdI e Lega

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Non usa mezzi termini l’Assessora regionale all’Ambiente e Urbanistica Anna Grazia Maraschio: “La decisione del governo di impugnare la proroga del Piano Casa richiede un cambio di passo in materia di urbanistica". 

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"Il regime di proroga della norma lascia spazio a troppi dubbi - aggiunge Maraschio - anche dal punto di vista legislativo, che la Puglia non può permettersi. Per questo adesso è necessario e urgente voltare pagina".

"È necessario e urgente costruire una norma, su cui sono personalmente impegnata da mesi, che dia riferimenti certi ai comuni, agli imprenditori e ai cittadini. E soprattutto - conclude Maraschio - una norma capace da un lato di tutelare l’immenso patrimonio storico, architettonico e naturalistico della Puglia, e dall’altro di rispondere alle legittime esigenze abitative. Si può fare e lo stiamo facendo, anche con l’aiuto della maggioranza”.

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In una congiunta il capogruppo della Lega alla Regione Puglia, Davide Bellomo ed il senatore della Lega, Roberto Marti, commentano: "Il virus della burocrazia colpisce ancora il nostro Paese. La decisione esclusivamente ideologica del Ministero degli Affari Regionali, d'intesa con quello dei Beni Culturali, che ha impugnato la legge sul Piano Casa - approvata dal Consiglio regionale della Puglia - va a bloccare, con effetti a dir poco devastanti, lo sviluppo e gli investimenti che quelle norme producono sul nostro territorio".

"Un danno incalcolabile per l'economia pugliese - precisano Bellomo e Marti - specie in un momento di emergenza come quello che viviamo, che non ha alcun fondamento legislativo. La legge nazionale istitutiva del ‘Piano Casa’ e la Conferenza Stato Regioni, infatti, non hanno escluso drasticamente l’applicazione della norma per le aree sottoposte a vincolo paesaggistico, ma solo nel caso di abusi edilizi già realizzati, centri storici e zone a inedificabilità assoluta. Una giusta tutela, in grado di salvaguardare una pluralità di interessi ugualmente importanti, eliminando al contempo dal paesaggio tante situazioni di degrado".

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"Impedire la proroga a tutto il 2022 è quindi un atto scriteriato, che va nella direzione opposta anche rispetto al buon senso. Ci auguriamo - ribadiscono dalla Lega - che il Governo rifletta sulle gravi conseguenze che questo comporta e vi ponga rimedio finché è possibile. Non vorremmo che mentre da una parte si guarda con fiducia a un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dall'altre prevalga ancora una volta, a scapito di uno dei settori produttivi più importanti della nostra regione, la logica della vecchia burocrazia che per troppo tempo ha bloccato l'Italia e non solo la Puglia”.

Aktri accenti nelle dichiarazioni di Ignazio Zullo, capogruppo consigliare di Fratelli d'Italia:: "Da tempo chiediamo che il governo Emiliano si distingua con politiche e non con il mercato delle vacche. Tempo c’è voluto, ma oggi con molto favore apprendiamo che finalmente ci si rende conto, almeno per quello che ha manifestato l’assessore Maraschio, che il Consiglio Regionale non può essere impegnato nella redazione e votazione di emendamenti, cavilli e codicilli per poter rispondere a bisogni effettivi che attengono al soddisfacimento dei bisogni abitativi coniugati con la tutela del paesaggio e dell’ambiente".

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"Finalmente l’Assessore Maraschio - prosegue Zullo - dopo l’ennesimo intervento del Governo, si rende conto della necessità dio una revisione organica di tutta la materia urbanistica nella nostra regione come noi di Fratelli d’Italia sosteniamo da sempre".

Di errore parla, invece, Marco Lacarra, deputato e Segretario del Partito Democratico pugliese: “Non si può che essere fortemente contrariati per la decisione del Ministero per gli Affari Regionali di accogliere le obiezioni del Ministero della Cultura e portare la legge pugliese che proroga il ‘Piano Casa’ davanti alla Corte costituzionale".

"I rilievi ministeriali si fondano, secondo noi - sottolinea Lacarra - su presupposti erronei e marcatamente ideologici, mentre le approfondite argomentazioni offerte in risposta dai tecnci della Regione Puglia non sono state sufficientemente prese in considerazione. Il rischio è che, così facendo, si finisca per affossare uno strumento importantissimo per l’economia pugliese, che ha rappresentato un volano per il settore edili, favorendo la legalità e il lavoro e fermando il consumo di nuovo suolo. Ci continueremo a battere, come abbiamo fatto negli ultimi mesi, per far valere le nostre ragioni e salvare il ‘Piano Casa’.

(gelormini@gmail.com)