UE - Il futuro dell'Acqua: strategie di resilienza per l'Europa Meridionale

Antonio Decaro: “Serve un grande piano per la costruzione di un sistema di approvvigionamento idrico integrato, per rendere l'Europa un continente idrico-resiliente".

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Si è svolto a Bruxelles l’evento pubblico “Garantire il futuro dell'acqua: strategie di resilienza per l'Europa meridionale” organizzato da Antonio Decaro - Presidente della Commissione ENVI del Parlamento europeo, sul tema della resilienza idrica.


 

Un confronto tra figure esperte, leader istituzionali, stakeholder del settore e rappresentanti della società civile, che hanno condiviso idee e proposte per  individuare soluzioni innovative, politiche e risorse per migliorare la resilienza idrica nell'Europa, con una particolare attenzione alle regioni meridionali.

Tutti gli interventi hanno evidenziato la necessità di mettere in campo le migliori pratiche nella gestione sostenibile dell'acqua, un pacchetto di investimenti per le infrastrutture idriche e l'integrazione dei principi dell'economia circolare per mitigare l'impatto delle pressioni indotte dal clima sulle risorse idriche.

La relazione introduttiva del presidente della Commissione Envi Antonio Decaro, partendo dai dati relativi allo stress idrico - a cui sono sottoposte le regioni europee, soprattutto quelle meridionali - ha puntato l’attenzione sulla necessità di rendere il continente resiliente dal punto di vista idrico. Elencate anche alcune proposte nell’ambito della definizione della legge europea annunciata dalla Commissione.


 

“Questa iniziativa nasce dall’impegno che sin dal primo giorno abbiamo preso in Commissione ENVI", ha esordito Decaro, "Impegno che lo scorso luglio, nelle sue line guide per il secondo mandato, anche la presidente Von Der Leyne ha scritto, annunciando 'Una nuova strategia europea di resilienza dell'acqua' per garantire che le fonti siano gestite in modo adeguato, che si affronti il problema della scarsità e che si rafforzi il vantaggio competitivo e innovativo della nostra industria idrica e si adotti un approccio di economia circolare". 

"L’acqua, quindi, è entrata a pieno titolo nell’agenda della XVII legislatura del Parlamento europeo. Non solo manifestando un’urgenza nella gestione dei fenomeni climatici, ma anche nell’esigenza di programmare e governare strategicamente la sua presenza sul pianeta, le sue condizioni di inquinamento, il suo utilizzo e il suo valore indispensabile nella tutela della biodiversità e nella sopravvivenza delle specie umane. L’acqua è elemento primario. A rischio purtroppo. Un rischio che chiede a tutti noi una grande consapevolezza e un impegno globale immediato".


 

"Il cambiamento climatico sta facendo sentire i suoi effetti in modo sempre più evidente in Europa, con conseguenze particolarmente impattanti nelle regioni meridionali. Secondo il rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), è il Sud del continente a soffrire maggiormente le conseguenze della crisi climatica, in particolare lo stress idrico. Nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come Spagna, Italia, Grecia e Portogallo, circa il 30% della popolazione vive una condizione di stress idrico permanente".

"Durante i mesi estivi, che si avvicinano, la situazione peggiora ulteriormente, con il 70% della popolazione europea che si trova a dover fronteggiare sempre più numerosi problemi legati alla scarsità d'acqua. La siccità purtroppo non è più una ipotesi da scongiurare con l’arrivo dei mesi più caldi ma una condizione permanente con cui conviviamo tutto l’anno. Oggi la nuova minaccia si chiama desertificazione e purtroppo il rischio che lambisca territori europei è tangibile. Condizione che ha dei risvolti non solo dal punto di vista ambientale ma anche sociale, politico ed economico".

"Questo fenomeno non è imputabile esclusivamente alla carenza d'acqua, ma anche alla sua qualità. Le temperature in aumento e la mancanza di precipitazioni stanno causando siccità prolungata, come abbiamo potuto constatare nel corso degli ultimi anni con un impatto drammatico soprattutto nell'Italia meridionale, nel sud della Spagna e a Malta".


 

"Purtroppo i dati confermano e aggravano le previsioni - ha spiegato Decaro - negli ultimi 50 anni, la disponibilità pro capite di risorse idriche è diminuita del 24%, con gravi implicazioni per la sicurezza idrica delle popolazioni. I bacini idrici dell'Europa meridionale perdono ogni anno fino al 25% dell'acqua a causa dell'evaporazione. Secondo gli ultimi dati, il 38% della popolazione Ue ha avuto carenze idriche negli ultimi cinque anni. l’Italia e tra i Paesi più colpiti, secondo l'Osservatorio nazionale Città-Clima, il paese ha subito 351 casi di clima estremo nel 2024, con un aumento del 485% rispetto al 2015. Chiaro che la situazione è diversa da Paese a Paese, ma la necessita dell’ Europa del sud non sono quelle del nord. Al sud Europa in alcune aree è già emergenza piena". 

"A queste difficoltà si aggiungono gli incendi, sempre più frequenti, che bruciano chilometri di foreste e aree naturali, e le inondazioni, che stanno aumentando sia per intensità e sia per frequenza. Oggi, circa il 12% della popolazione europea vive in aree a rischio di inondazioni, un dato che è in crescita a causa sia dell’aumento della densità abitativa nelle zone vulnerabili, sia della maggiore frequenza di eventi estremi".


 

"L’acqua oggi deve fare i conti con la sua qualità: l’innalzamento del livello del mare sta determinando la contaminazione dell’acqua salata nelle falde acquifere, mentre le piogge intense aumentano la probabilità di contaminazione da agenti patogeni nei corpi idrici, con gravi rischi per la salute pubblica".

"Il 27 gennaio, durante la commissione ENVI, abbiamo ospitato l’ EEA con cui abbiamo affrontato il primo il Dialogo Strategico sulla Resilienza Idrica. Un’iniziativa di discussione e confronto con  una serie di esperti del mondo scientifico, accademico e della società civile, per affrontare le problematiche che abbiamo di fronte  e capire in quale direzione lavorare e come strutturare una proposta di legge che parta dal parlamento e che doti gli stati membri di degli strumenti necessari per intervenire in maniera integrata".


 

"Perché siamo consapevoli che si tratta di un fenomeno molto più grande di noi, del Parlamento, della Commissione, del Consiglio, dei singoli Stati. Perché se ci interroghiamo su come dotare l’Europa di una strategia sulla resilienza idrica non possiamo non pensare che l’Africa è un continente che si va progressivamente desertificando, spingendo milioni di persona a migrare verso nord e a riversarsi proprio verso l’Europa".

"Per questo prima vi parlavo di un approccio globale alle questione, che passi dalla messa in sicurezza del territorio con opere di mitigazione del dissesto idrogeologico, alla tariffa idrica nazionale che consenta di equiparare per tutti i cittadini europei evitando così di colpire quei cittadini che vivono in alcuni regioni più fragili. L’Acqua è l’unita di misura su cui si fonderà la sfida democratica del futuro".


 

"Dobbiamo preservarla, curarla, distribuirla in maniera più omogenea, non sprecarla. Per questo tra gli emendamenti proposti alla commissione ho indicato una serie di incentivi per le attività economiche, comprese le attività agricole, che riutilizzano le acque reflue depurate e fornire finanziamenti specifici per la costruzione di infrastrutture di collegamento tra gli impianti di trattamento e delle acque reflue e le reti di distribuzione delle acque raffinate. Perché non dobbiamo mai perdere di vista il punto di vista locale degli interventi altrimenti continueremo ad agire senza produrre reali effetti sui territori".

"Anche in questo caso - ha sottolineato Decaro - noi abbiamo bisogno di un’Europa che agisca in maniera omogenea, unica, con un unico obiettivo: rendere il continente resiliente dal punto di vista idrico.

"Per questo è importante che nella nuova proposta di legge della Commissione ci siano le risorse per finanziare un piano per la costruzione di un sistema europeo di approvvigionamento idrico interconnesso e di sistemi di adduzione su larga scala ( compresi quelli sovranazionali o extra UE)".


 

"Per esempio, la Puglia che è a rischio siccità, da una lato ha il collettore mai entrato in funzione con il Molise e dall’altro ha un progetto enorme di collegamento dell’acquedotto con l’Albania. Capite bene che la strategia non può essere gestita dai singoli territori, che purtroppo ancora possono essere influenzati da logiche di campanile. Serve una strategia europea che governi le grandi direttrici idriche. Perché siamo ad un tale livello di emergenza che sono le popolazioni oggi ad essere a rischio idrico. Oggi in Europa il 20% del territorio è già sotto stress idrico e il 30% della popolazione è esposto a rischio ogni anno, cifre che probabilmente aumenteranno in futuro a causa dei cambiamenti climatici".

"La gestione del rischio di alluvioni in modo sicuro e sostenibile diventerà sempre più importante. Le piogge intense sono già aumentate in alcune parti d’Europa, portando a inondazioni e crescenti rischi di alluvione. Le inondazioni incidono profondamente sul benessere umano e sugli ecosistemi, con potenziali perdite di vite umane e significative perdite economiche. Dobbiamo fare i conti con Paesi e regioni che non sono pronte ad affrontare tutto questo da sole".

"Le pratiche di gestione delle risorse idriche in Europa sono scarsamente adatte a far fronte a un cambiamento così rapido e su larga scala. Questo scenario rischia di compromettere la sicurezza idrica di milioni di persone. È necessaria un'azione urgente per migliorare la resilienza idrica dell'Europa".

"Vogliamo oggi con questo evento, insieme ai vari attori presenti sui territori, presentare dati e statistiche che dimostrino le pressanti sfide idriche presenti oggi nell'Europa meridionale, evidenziando la scarsità d'acqua, gli eventi meteorologici estremi, le pressioni indotte dal clima mettendo in luce le conseguenze economiche, ambientali e sociali delle pressanti sfide idriche che l’Europa è chiamata ad affrontare".

"L’augurio e l’obbiettivo di oggi è fare presente, ancora una volta alla Commissione, l’urgenza di intervenire sul tema, richiedere un intervento per affrontare il problema e garantire adeguate risorse finanziarie per assicurare uno sviluppo economico equilibrato di tutte le regioni, con pari accesso all'acqua come risorsa primaria e come diritto universale. Abbiamo bisogno di una legislazione nell'ambito della resilienza idrica con risorse, impegni concreti e obiettivi vincolanti".


 

"Non si tratta solo di moltiplicare l'efficienza, promuovere l'innovazione nel riciclo o nella desalinizzazione, migliorare in generale il ciclo dell'acqua, ma di lavorare su sistemi di previsione climatica che consentano l'analisi degli scenari climatici e la definizione delle conseguenti azioni di adattamento ai cambiamenti climatici sia a breve che a medio termine, anche e soprattutto al fine di orientare gli investimenti sulla base di tali scenari. Spero che la Commissione prenderà in considerazione il nostro lavoro e che includa nell'imminente iniziativa sulla resilienza idrica i preziosi contributi che presenteremo oggi".

"Qualche anno fa, Padre Zanotelli, a capo dei forum dei movimenti italiani per l’acqua diceva: 'Non possiamo permetterci il lusso di stancarci nella difesa dell’acqua che è la madre di tutta la vita sul nostro pianeta - e poi aggiungeva - senza petrolio possiamo vivere, senza acqua no!'. E chi se non l’Europa può cogliere questa sfida?".

(gelormini@gmail.com)

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