Papu Gomez, addio all'Atalanta: "Aggredito da Gasperini". Il tecnico "Falso"

L'argentino spiega i motivi per cui ha lasciato Bergamo e accusa il tecnico nerazzurro: "I tifosi devono sapere la verità"

Papu Gomez (Lapresse)
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Papu Gomez-Atalanta: "Gasperini mi aggredì fisicamente ma il presidente Percassi non ebbe le palle di cacciarlo". L'allenatore risponde: "Fu lui ad aggredirmi"

Il Papu Gomez è stato tra i giocatori che più hanno contribuito a trasformare l'Atalanta da un club di provincia con un settore giovanile all'avanguardia a stabile presenza tra le prime posizioni in Campionato e le squadre che partecipano alla Champions League. Nonostante l'amore tra l'argentino e Bergamo fosse profondissimo alla fine le loro strade si sono separate e non senza attriti, soprattutto con il tecnico Gian Piero Gasperini. La conferma arriva proprio dalle parole del Papu Gomez rilasciate al quotidiano argentino La Nacion.

Gomez-Gasperini: "Mi aggredì per non averlo ascoltato"

L'addio del Papu Gomez all'Atalanta nasce da un episodio nella partita contro il Midtiylland in Champions Legue. Gasperini avrebbe voluto che l'attaccante cambiasse fascia alla fine del primo tempo ma lui preferì non ascoltare le indicazioni del tecnico. "Sapevo già che all'intervallo mi avrebbe fatto fuori,  - ha ammesso Gomez - ed è stato così. Ma nello spogliatoio ha oltrepassato il limite, ha superato il limite e ha cercato di attaccarmi fisicamente". "Ti ha voluto davvero picchiare? - lo incalza il giornalista - Sì. - risponde l'argentino - E lì ho detto basta. Si può obiettare, ok, ma quando c'è un'aggressione fisica è già intollerabile".

Gomez-Gasperini: "Lui non chiese scusa e Percassi non ebbe le palle per mandarlo via"

A seguito della lite nello spogliatoio il Papu Gomez ha chiesto di incontrare il presidente dell'Atalanta, Antonio Percassi, per confermargli di aver capito il suo errore e la volontà di continuare in nerazzurro ma solo con le scuse dell'allenatore. "Da capitano non mi ero comportato bene,  - racconta Gomez - ero stato di cattivo esempio disobbedendo l'allenatore. Ma ho detto al presidente che avevo bisogno delle scuse di Gasperini. E gli ho anche detto che avevo capito che il presidente non poteva accettare che l'allenatore avesse provato ad attaccare un giocatore".

Nonostante il mea culpa dell'attaccante, Gasperini è rimasto fermo sulla sua posizione: "Quindi, come doveva essere inteso? Quello che avevo fatto era sbagliato e quello che aveva fatto lui era giusto? È lì che è iniziato tutto. Dopo qualche giorno ho detto al presidente che non volevo continuare a lavorare con Gasperini all'Atalanta. Si sono comportati male. - conclude Gomez - Che il presidente non abbia avuto le palle per chiedere al tecnico di scusarsi semplicemente con me... questo ha chiuso tutto".

Perché alla fine Percassi ha scelto Gasperini e non lui? "Penso che fosse una questione economica. Sanno che Gasperini è uno dei migliori allenatori d'Europa, sanno che il suo lavoro aggiunge valore alla rosa e fa vendere giocatori. Era un problema economico, ed è perfetto; Hanno preferito continuare con lui perché sanno che fa un sacco di soldi al club. Hanno preferito quello. La gente, forse, è arrabbiata con me perché pensa che non volevo continuare con l'Atalanta o pensava che preferissi andare a Siviglia per più soldi... Niente di tutto questo. Era ora che i fan sapessero la verità".

Gomez-Gasperini, la replica del tecnico. "Comportamenti inaccettabili e fu lui ad aggredirmi"

Gasperini ha poi svelato la sua versione dei fatti sullo scontro con Gomez a Gazzetta.it: "I comportamenti e gli atteggiamenti di Gomez, in campo e fuori, erano diventati inaccettabili per l'allenatore e per i compagni. L'aggressione fisica è stata sua, non mia, ma il vero motivo per cui è andato via da Bergamo è per aver gravemente mancato di rispetto ai proprietari del club. Mi auguro che Gomez possa continuare a far parlare di sé con le prestazioni, come faceva all'Atalanta".