Milano
A2A, Mazzoncini spinto da Brescia, ma la scelta tocca a Milano. Inside

Rinnovo dei vertici: tra i nomi più accreditati per la presidenza c'è quello di Renato Mazzoncini, ma l'ultima parola spetta a Beppe Sala
A2A, Mazzoncini spinto da Brescia, ma la scelta tocca a Milano. Inside
La presidenza, questa volta, tocca a Milano. Anche se qualcuno vorrebbe lasciare la palla a Brescia. Di certo, sul rinnovo dei vertici della più grande multiutility del Nord, un gigante da oltre 6 miliardi di euro di fatturato (che probabilmente arriverà alla quota fatidica di 7) l'ultima parola la dirà Beppe Sala, con un incontro con il suo collega Del Bono. Tuttavia nella "Leonessa d'Italia" si spera che funzioni la moral suasion che una serie di stakeholder sta portando avanti a Palazzo Marino. Il concetto che viene spiegato è questo. A livello elettorale e di consenso a Milano serve un controllo ferreo su Amsa, sui servizi di smaltimento rifiuti e di pulizia, che deve funzionare sempre meglio anche in ottica elettorale: il nuovo presidente Federico D'Andrea è uomo di fiducia di Sala. A livello di consenso per Brescia invece è fondamentale il teleriscaldamento, e dunque il business energetico di A2A. Ecco perché, negli ultimi due mandati, il nome di Giovanni Valotti metteva d'accordo un po' tutti: bresciano ma con forti contatti su Milano. Ha fatto bene, anche se è difficile che possa essere riconfermato, più che altro per la regola - comunque aggirabile - dei due mandati. Ora, il messaggio che Brescia starebbe mandando a Milano è quello di concordare comunque il nome del presidente, malgrado tocchi al capoluogo, magari lasciando più libertà su altri ruoli a Milano. Uno dei nomi - riferiti dal Corriere di Brescia a inizio gennaio - è quello di Renato Mazzoncini. Già amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mazzoncini ha però una serie di problematiche da risolvere. I rapporti, a tempi dello studio di una fusione tra Trenord, Atm e - appunto - Fs, furono assai tesi. Si racconta di una riunione nella quale Palazzo Marino picchiò i pugni: non se ne fece nulla. Anche se non è coinvolta nella partita A2A, la Regione ha avuto con Mazzoncini un rapporto assai conflittuale: sempre sulla questione Trenord, lo scontro tra Fontana e il manager bresciano fu durissimo. Brescia lo spinge, ma Mazzoncini dovrebbe costruire o ricostruire un rapporto assai difficile, per adesso. Di più: un Mazzoncini presidente significherebbe, per attitudine caratteriale e competenze gestionali, avere una figura particolarmente ingombrante per l'amministratore delegato. E dunque possibili conflitti futuri. Per quanto riguarda il cda, sul lato milanese saranno molti i rinnovi, essendo in tanti al primo mandato. Però potrebbe aprirsi qualche spiraglio. Il bando chiude l'ultimo giorno di febbraio. I giochi sono ancora aperti, ma si faranno solo con le candidature dell'ultima settimana.
fabio.massa@affaritaliani.it