Addio alla retorica delle periferie, Sala vince in 8 zone su 9
Dov’è finita la retorica delle zone periferiche, del fatto che il Pd e il centrosinistra sono partiti “del centro” e della borghesia?
di Fabio Massa
Ve la ricordate la questione che il centrodestra vince in periferia? Delle 9 zone, oggi municipi, cinque finiscono in mano a Parisi e compagnia. E poi giù paginate sul fatto che il partito del popolo, adesso, si chiama Forza Italia e via discorrendo. Però il secondo turno racconta un’altra verità.
Basta guardare i dati: otto zone su nove vedono in vantaggio Sala su Parisi. Fine delle trasmissioni. In zona 1 si arriva al 52,59 per cento. La zona 3 è la roccaforte: 55,03. Zona 4, 51,6. Zona 5, 52,19. Zona 6, 52,52. Zona 7, dove il vantaggio è più risicato: 50,24. Zona 8: 50,95.
E infine zona 9, la tanto decantata zona 9 operaia e rossa, che aveva avrà per cinque anni un presidente di zona azzurro: 51,09. E quindi? Dov’è finita la retorica delle zone periferiche, del fatto che il Pd e il centrosinistra sono partiti “del centro” e della borghesia? Il problema, al massimo, è un altro. Il regolamento sui nuovi municipi varato dalla giunta Pisapia è un vero e proprio disastro. Con l’elezione in caso di sorpasso della quota del 40 per cento, si generano questi mostri: sindaco di sinistra, zone di destra. Se invece l’asticella fosse stata al 50 per cento, questo problema non si sarebbe posto. E già qualcuno mormora: è l’Italicum. In effetti, il regolamento lo ricorda in modo incredibilmente nitido. Chissà che qualcuno non porti a Renzi i dati di Milano, invitandolo a riflettere se mantenere l’Italicum oppure no.
@FabioAMassa
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