Milano

Agente di Polizia aggredito e disarmato, uno dei ragazzi provò a sparare

L'episodio di gennaio sui Navigli a Milano, uno dei ragazzi che disarmarono l'agente cercò di sparare puntando la pistola verso l'alto

Agente di Polizia aggredito e disarmato, uno dei ragazzi provò a sparare

Agente di Polizia aggredito e disarmato sui Navigli a Milano nella notte tra il 14 ed il 15 gennaio: uno dei ragazzi avrebbe anche impugnato "l'arma con entrambe le mani", mentre fuggiva, e l'avrebbe puntata "verso l'alto presumibilmente per sparare alcuni colpi in aria".

Il particolare come riferisce Ansa, emerge da un'informativa della Polizia locale depositata nell'inchiesta per rapina e resistenza a pubblico ufficiale, coordinata dall'aggiunto di Milano Laura Pedio e dai pm Ilaria Perinu e Maria Cristina Ria, che vede indagati alcuni dei ragazzi ventenni (erano una dozzina in tutto quelli del gruppo), difesi, tra gli altri, dagli avvocati Nicola Nettis e Antonio Buondonno.

Agente disarmato a Milano, la relazione: "Uno dei ragazzi sparò mostrando dimestichezza"

In una delle relazioni degli investigatori si legge che, dopo avergli tolto la pistola dalla quale l'agente aveva fatto partire un colpo di avvertimento in aria e poi un secondo inavvertitamente, uno dei giovani avrebbe impugnato l'arma "evidenziando una certa dimestichezza nell'uso della stessa" e, prima di gettarla sotto una macchina, l'avrebbe puntata in alto per sparare "non riuscendovi in quanto, come accertato a posteriori, l'arma si era inceppata in modo anomalo". Dopo l'esplosione del secondo colpo, infatti, "il bossolo anziche' essere espulso e' rimasto incastrato". L'agente in un'altra relazione ha messo a verbale che quella notte stava svolgendo con una collega un servizio dopo denunce di "atti di vandalismo" da parte di ragazzi nella zona. Almeno "tre persone", ha spiegato, si sarebbero scagliate contro di lui "con inaudita violenza per sottrarre l'arma". Secondo la difesa, invece, il vigile non si sarebbero qualificato come un agente dopo essere sceso dalla macchina. I giovani saranno interrogati dai pm il 27 luglio







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