Milano
La talentuosa artista italiana Feuei Tola ha esposto a Londra
Feuei Tola ha esposti dal 21 al 23 febbraio le sue opere alla Parallax Art Fair a Londra, la più grande fiera d'Europa per imprenditori creativi. L'intervista
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Feuei Tola
La talentuosa artista italiana Feuei Tola ha esposto a Londra
Dopo le mostre al Castello Mediceo di Melegnano (vicino Milano), alla Cripta della Cà Granda a Milano, alla rassegna internazionale ArtePadova, la talentuosa artista siciliana Feuei Tola ha trovato un nuovo spazio prestigioso in cui esporre le proprie opere: il 21, 22 e 23 febbraio ha esposto alla Parallax Art Fair a Londra. Il 21 febbraio si è svolto un evento riservato agli addetti ai lavori, il 22 e 23 febbraio la fiera era aperta al pubblico. Questa fiera dedicata all’arte è conosciuta in tutta Europa. Come scrivono gli organizzatori sul sito ufficiale della fiera: “Parallax è la fiera più grande d’Europa per imprenditori creativi. Abbiamo organizzato 35 edizioni della fiera in oltre 10 anni ed abbiamo avuto decine di migliaia di visitatori”.
Le opere "radiografiche" di Feuei Tola
Essere presente alla fiera londinese è un traguardo importante per Feuei Tola, che arriva al momento giusto: nell’ultimo anno Feuei Tola ha avuto una serie di riscontri molto importanti dal pubblico, dai professionisti del settore dell’arte e dai media che sono stati presenti alle sue mostre, hanno apprezzato la sua bravura e soprattutto la sua idea di utilizzare delle radiografie come supporto su cui dipingere al posto della classica tela. Le opere "radiografiche“ di Feuei Tola sono ormai conosciute in tutta Italia e in Europa. Ma questi risultati non li ha ottenuti all’improvviso. Come avviene in ogni settore lavorativo, anche nell’arte costruire un percorso richiede tempo. Lo spiega la stessa Feuei: “Nell’ultimo anno ho ottenuto grandi risultati, ma sono più di vent’anni che lavoro nell’arte sia in Italia che in Spagna. Niente si ottiene dalla sera alla mattina”.
Come è nata l’idea di partecipare alla Fiera Parallax?
Sono stata invitata da Maria Grazia Todaro, direttrice artistica della galleria Queen Art Studio di Padova che mi aveva invitata ad ArtePadova. Maria Grazia ha pensato che le mie opere sarebbero piaciute anche ai collezionisti londinesi ed ai visitatori. Così è stato: alla fiera Parallax ho conosciuto tanti artisti e tutti mi hanno fatto domande riguardo al mio lavoro con le radiografie, al mio percorso professionale, ai miei progetti. Ho parlato anche con tanti visitatori, persone comuni con una grande passione per l’arte e l’apertura mentale per apprezzare opere che non avevano mai visto prima come le mie radiografiche.
Quante opere hai esposto alla fiera Parallax?
Ho portato 9 opere: 8 radiografiche e 1 stampa. Le 8 radiografiche erano racchiuse tra due lastre di plexiglass ed erano state messe in un’installazione. Per installazione intendo una composizione di opere che possono essere vendute anche singolarmente, ma che vengono vendute insieme perché insieme costituiscono un’opera diversa. Per intenderci: quattro quadri venduti singolarmente sono dei quadri, appoggiati ad un supporto formano un’opera unica che viene venduta ad un prezzo diverso. L’opera più grande, 90 x 90, era in similpelle lucida rossa e plexiglass. Tutte le mie opere alla fiera Parallax hanno suscitato l’attenzione delle persone presenti. Alcuni artisti che ho conosciuto alla Parallax esporranno le loro opere a Los Angeles. In questo momento esporre in California non rientra nei miei piani, ma non escludo di farlo nel prossimo futuro.
Nel prossimo futuro continuerai ad esporre le radiografiche?
Si perché è un lavoro che sento mio e che piace molto ai cultori dell’arte, ai media e al pubblico. Un artista può sentire suo un lavoro, ma se non riceve riscontri positivi dagli altri pensa a fare qualcosa di diverso. Soprattutto oggi che tutto è diventato più veloce. Pensiamo ai rapporti umani: una volta si parlava a lungo, oggi si comunica con un breve messaggio scritto o vocale sul telefono. Anni fa per lavorare insieme era considerato indispensabile conoscersi di persona, oggi si pensa che questo sia superfluo visto che esistono molti modi per comunicare. Si pensa anche che guardando i social ci si possa fare un’idea di come sia davvero una persona e magari quello che posta sui social non corrisponde al suo pensiero. Lo stesso vale nel settore dell’arte. Se un artista vede che i contenuti relativi ad un suo lavoro hanno pochi clic sui social, pensa subito a fare qualcosa che risulti più interessante per i suoi follower e di conseguenza anche per i media. Oggi un artista deve saper comunicare con tutti i mezzi che ha a disposizione. In passato abbiamo avuto artisti geniali, ma riluttanti a comunicare. Salvador Dalì era molto bravo a comunicare ed infatti veniva intervistato spesso e partecipava a programmi televisivi, ma c’erano anche artisti che facevano fatica a dire ciao sia in televisione che agli eventi a cui presenziavano a causa della loro timidezza.