Milano

Bollette: contro i rincari il Policlinico autoproduce il 55% dell'energia

Una decina di anni è stata realizzata all'interno dell'ospedale una centrale di cogenerazione in grado di produrre il 55% del fabbisogno energetico

Policlinico, bollette troppo care: autoproduce l'energia

Divoratore d'energia. Un ospedale lo è per sua natura. E il caro bollette pesa. A spiegarlo è Santo De Stefano, direttore del Dipartimento delle tecnologie del Policlinico di Milano che racconta l'esperienza dell'Irccs di via Sforza e spiega come il polo sanitario nel cuore della metropoli meneghina sta riuscendo ad assorbire l'impatto del boom dei costi. Un aiuto arriva dalla centrale 'green' realizzata una decina d'anni fa.

Un ospedale, evidenzia l'esperto, "consuma tantissima energia elettrica", per la necessità, per esempio, "di garantire ricambi d'aria all'interno dei vari ambienti". Per avere un'idea, nei blocchi operatori "in un'ora dobbiamo cambiare l'aria all'interno dei locali per circa 50 volte, se non di più", illustra in un video pubblicato sul canale Youtube dell'ospedale. Quest'aria, poi, "in inverno dobbiamo riscaldarla e in estate raffrescarla, con consumi enormi". E poi c'è la tecnologia, continua De Stefano. "Le nuove risonanze magnetiche e tac hanno potenze che determinano assorbimenti di energia elettrica sempre più alti" e al contempo sviluppano un calore tale che "è necessario raffrescare macchine e ambienti", con ulteriore dispendio di energia elettrica.

Policlinico e la centrale di rigenerazione interna

Il Policlinico è come una cittadella nel centro della città. "Ha circa 30 padiglioni per una superficie lorda a pavimento di circa 180mila metri quadrati e un volume di oltre 700mila metri cubi. Una decina d'anni fa abbiamo realizzato una centrale di cogenerazione". Si tratta di una centrale di "rigenerazione". Al suo interno c'è un cogeneratore "che è un motore che produce contemporaneamente energia elettrica ed energia termica e la produzione di questa energia termica avviene attraverso l'uso dei fumi di scarico che non vengono eliminati, bensì riutilizzati. La centrale di rigenerazione - dice De Stefano - così come è stata pensata produce al nostro interno un notevole quantitativo di energia elettrica: circa il 55% del fabbisogno dell'ospedale mediamente in un anno, con dei picchi che raggiungono anche il 75-80% del nostro fabbisogno. L'energia che produciamo ha un costo inferiore" di circa "il 10%" rispetto "all'energia che acquistiamo dall'esterno. Questo fa sì che rispetto a una bolletta complessiva di un anno di 9,1-9,2 mln di euro di energia elettrica, tra acquistata e autoprodotta, abbiamo un risparmio annuale dell'ordine di 400.000 euro. L'impatto del caro bollette si fa sentire anche all'interno del nostro ospedale", conclude l'esperto, ma è "sicuramente mitigato dalla presenza della centrale di cogenerazione, quindi da quella parte di energia che viene autoprodotta e sulla quale abbiamo un notevole sconto rispetto al prezzo di mercato". 







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