Milano
Cgil Milano, non scontato il cambio dei vertici. Inside

di Fabio Massa
Fermi tutti, prima si valuta e poi si cambia. Il mantra che circola in questi giorni dalle parti della Camera del lavoro di Milano sembra proprio questo. Le voci sull’addio di Graziano Gorla si inseguono da settimane. Lui, ad Affaritaliani.it, era stato molto esplicito: “Si valutano tutte le opzioni, io amo la Camera del Lavoro e la Cgil”. Come dire: se c’è una road map che tuteli l’indipendenza milanese, la cultura e la storia di una Camera del lavoro che ha fatto del riformismo e del movimentismo il proprio dna, storicamente affermato, e che possa valorizzare la mia esperienza, via libera al cambio.
Altrimenti il processo sarà lungo e travagliato in una fase molto delicata che consiglierebbe prudenza un po’ a tutti i livelli. Intanto continuano a girare i nomi, che pare abbiano iniziato a far inquietare alcune rappresentanze: perché avere un vertice calato dall’alto? Anzi, da Roma? E perché invece non selezionare un nuovo segretario dalla classe dirigente che vive i problemi di Milano e della Lombardia? In ogni caso il rischio Vietnam è dietro l’angolo. Altra vicenda è quella delle indagini interne. In tutte le riunioni non si è sollevata nessuna eccezione a carico della segreteria, mentre sullo Spi sono in corso approfondimenti. Pare che la segreteria milanese della Cgil voglia, prima di procedere al cambio della guardia, che queste vicende siano definitivamente chiarite per chiudere con la stagione dei veleni.
@FabioAMassa