Milano
Coronavirus, il Trivulzio: "Mai proibite le mascherine". +144% di morti

Coronavirus, il legale del Pat di Milano: "Mai detto che non si dovevano indossare mascherine". Pregliasco: "Indagine penale doverosa"
Coronavirus, il Trivulzio si difende: "Mai proibite le mascherine"
"Al Pat nessuno ha mai detto o messo per iscritto che non si dovevano indossare le mascherine per non spaventare l'utenza". Lo ha affermato l'avvocato Vinicio Nardo, legale del direttore della struttura, Giuseppe Calicchio, nell'ambito di una videoconferenza stampa organizzata dal Pio Albergo Trivulzio.
Pregliasco: "I 17 pazienti del Pat giunti da Bergamo erano in una struttura dedicata"
I 17 pazienti arrivati dall'ospedale di Sesto San Giovanni al Pat, sulla base della nota delibera regionale dell'8 marzo, "sono state seguiti in una struttura dedicata e con personale dedicato". Lo ha detto durante una videoconferenza stampa il supervisore dello storico istituto milanese Fabrizio Pregliasco. "Il Pat - ha spiegato - ha svolto un'attivita' di smistamento di pazienti in un momento acuto e, sulla della delibera dell' 8 marzo, e' stato individuato uno spazio con personale dedicato solo per 17 pazienti provenienti da Sesto San Giovanni ma con patologie di tipo internistico che sono stati seguiti in una struttura dedicata e con personale dedicato". Secondo Pregliasco, "cio' che e' successo e' inquadrabile in una situazione complessiva in cui si sono ritrovate sulla linea del fuoco persone le persone piu' fragili. E' stato fatto comunque il possibile per garantirgli la qualita' della vita e l'assistenza".
Pat, 300 morti tra gennaio e aprile 2020: +144% rispetto agli anni precedenti
"Al Pat sono morte 300 persone tra gennaio e aprile, mentre erano 186 in media nel quadriennio 2015-2019. A marzo, le persone decedute sono state 70, ad aprile 133". Lo ha detto il professor Fabrizio Pregliasco. Decessi aumentati dunque del 144% rispetto agli anni precedenti .
Pregliasco: "Indagine penale sul Trivulzio doverosa, ma c'è stato tsunami mediatico"
E' "doverosa" l'indagine penale aperta sul Pio Albergo Trivulzio. Lo hanno spiegato Pregliasco, supervisore della struttura, e l'avvocato Vinicio Nardo, legale dell'ente e del dg Giuseppe Calicchio, indagato per epidemia colposa e omicidio colposo. Sia il virologo che il legale hanno parlato della "professionalita'" di medici e personale del Pat e Nardo ha parlato anche di una "ondata mediatica che si e' abbattuta come uno tsunami per primo e soprattutto sul Trivulzio".
"Il Trivulzio si è adeguato a disposizioni nazionali e regionali"
Al Pio Albergo Trivulzio "c'e' stato un adeguamento a disposizioni nazionali e regionali, con tutti i limiti che qua e a livello nazionale c'erano", ha aggiunto Pregliasco. Che sulla gestione e lo spostamento dei pazienti nei vari reparti ha detto: "c'e' sempre stata attenzione", venivano seguite "le indicazioni operative che si sono succedute via via" e "dal momento in cui si e' potuto eseguire i tamponi e' ovviamente stata garantita maggiormente la sicurezza, ma l'assistenza e' sempre stata data con professionalita'". Il virologo ha chiarito che "fin da subito sono state adottate le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanita'" e la struttura ha seguito le normative "nazionali e regionali". Il legale dell'ente e del dg Giuseppe Calicchio, l'avvocato Vinicio Nardo, ha fatto presente che "i tamponi sono arrivati solo il 16 aprile" e ha ribadito che il Trivulzio non ha mai ospitato pazienti Covid. Sulla base della delibera lombarda dell'8 marzo, ha precisato Pregliasco, ha fatto "da centro di smistamento di questi pazienti in un momento in cui c'era questa necessita'"
"I primi tamponi arrivati il 16 aprile"
"I primi mille tamponi sono arrivati il 16 aprile", ha informato il legale dell'ente, Vinicio Nardo. "Sono però sempre stati trattati i pazienti sintomatici come se fossero sospetti casi di Covid-19 e quindi messi in stanze separate - ha puntualizzato il legale - Non abbiamo però una diagnosi certa, neanche un momento certo dell'inizio, cioè dell'ingresso del virus. E questo non solo al Pat, ma anche a Milano e in Italia".
Virus e Rsa: difesa Pat, 405 morti non colpa nostra
E' stato fatto tutto secondo le disposizioni regionali e nazionali. I pazienti con sintomi sono stati curati in modo adeguato. Quelli venuti da fuori non erano positivi e, comunque, sono stati isolati. La difesa del Pio Albergo Trivulzio guarda fuori e dentro le mura storiche della casa di riposo milanese, diventata il simbolo del dilagare del contagio tra gli anziani piu' fragili. Per farlo schiera in una videoconferenza stampa oltre all'avvocato Vinicio Nardo, legale dell'ente e del direttore Giuseppe Calicchia, accusato di epidemia e omicidio colposi dalla Procura, anche Fabrizio Pregliasco. Il virologo, chiamato come supervisore dal 24 aprile, si mostra convinto che anche nell'epoca precedente al suo arrivo non si potesse fare di piu' per salvare vite. E, per la prima volta, vengono diffusi i dati dei decessi. Nelle tre strutture - oltre alla nota 'Baggina' ci sono l'istituto Principessa Jolanda e il Frisia di Merate (Lecco) - tra gennaio e aprile si sono contati 405 morti, di cui 300 al Trivulzio, con un tasso di mortalita', rispetto a ospiti e pazienti presenti, che varia dal 18 al 28%. "Rispetto ai valori medi dell'analogo quadrimestre del quinquennio 2015/2019, vi e' stato un incremento di decessi pari al 61%, passando da 186 decessi medi a 300". Cio' in un quadro in cui in Lombardia a marzo "c'e' stato un incremento del 185% dei decessi rispetto al valore medio del quinquennio 2015/2019". In ogni caso, se cosi' tante croci hanno riempito la residenza, tanto da dover accumulare le bare nella cappella, non sarebbe stato a causa di negligenze interne.