Milano

Cosa si muove nella pancia del Pd milanese (e dintorni)

di Fabio Massa

Dopo la vittoria in città simbolo della Lega e la chiamata alle armi non solo per Milano ma anche per la Lombardia, si muovono appetiti interni ed esterni al Pd

Cosa si muove nella pancia del Pd milanese (e dintorni)

Anna Scavuzzo capolista del Partito Democratico, Silvia Roggiani fuori dalla competizione elettorale rimane a fare il segretario Dem. Numero due in lista in contesa tra Filippo Barberis, attuale capogruppo e Lamberto Bertolè, il presidente del consiglio. Dopo la vittoria in città simbolo della Lega e la chiamata alle armi non solo per Milano ma anche per la Regione Lombardia, si muovono gli appetiti interni ed esterni al Pd milanese. Con scontenti e mal di pancia. Tipo Carlo Monguzzi, il superveterano del consiglio regionale (con lauta liquidazione) e del consiglio comunale. Vorrebbe correre, ma non lo vuole nessuno. David Gentili, presidente della commissione antimafia, vorrebbe ricandidarsi ma l'accordo con il Pd per il ritorno del figliol prodigo non lo consente. Trovata forse la scappatoia per Natascia Tosoni, stimatissima dal sindaco: potrebbe correre perché non si è mai schierata, anche nel suo periodo lontano dal Pd, contro i Dem.

Beppe Sala intanto sta progettando la sua lista: a guidarla potrebbero essere (dietro una personalità che selezionerà il sindaco) il ticket Anita Pirovano-Simone Zambelli, ovvero il vero boccone pregiato. Zambelli infatti i voti li ha, e non si ricandiderà in zona nove. Malgrado l'astio tra le due, convivranno nella stessa lista sia Pirovano che Elena Comelli, ovvero l'attuale leader di SinistraxMilano, attivissima sul fronte anti-Regione ma reduce dalla spaccatura del raggruppamento Milano2030.







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