Milano
Milano, il Csm sceglie Greco come nuovo procuratore capo

L'ex pm di Mani Pulite è stato preferito a Alberto Nobili
L'ex Pm del Pool Mani pulite Francesco Greco è da oggi il nuovo procuratore capo di Milano. Sessantacinque anni, in magistratura dal 1977, Greco prende cosi' il posto lasciato vacante da Edmondo Bruti Liberati, andato in pensione il 16 novembre scorso. Poco prima della nomina era arrivata la notizia che il Capo di gabinetto del ministro Orlando, Giovanni Melillo, considerato l'uomo di Renzi, aveva deciso di revocare la sua candidatura per la nomina.
Toga esperta nel contrasto alla criminalita' economica e finanziaria, il nuovo capo della Procura di Milano, anche dopo gli anni di Tangentopoli, e' stato titolare di alcune tra le piu' importanti inchieste milanesi, quali i procedimenti su Parmalat per aggiotaggio, sulle scalate ad Antonveneta e Bnl, le inchieste sul San Raffaele e sulla Fondazione Maugeri, i casi Ilva e Mps, nonche', piu' di recente, delle verifiche fiscali su Google, Amazon e Apple. Greco ha svolto funzioni di pubblico ministero sempre alla Procura di Milano, dove presta servizio dal 1979 e dove, dal 2008 ad oggi, e' stato procuratore aggiunto.
UNA VITA IN TRINCEA - Nato a Napoli, figlio di un ammiraglio dal quale ha ereditato la passione per il mare e la vela, Francesco Greco e' diventato 'milanese' sul campo. Dei suoi 64 anni, 37 li ha trascorsi nella Procura piu' strategica d'Italia attraversandone da protagonista ogni burrasca, da 'Mani Pulite' allo scontro feroce che ha contrapposto il suo predecessore Edmondo Bruti Liberati e Alfredo Robledo. Si presenta come uomo della continuita' perche' nella sanguinosa lotta intestina ha sostenuto Bruti, anche testimoniando a suo favore davanti al Csm. Dopo gli studi a Roma e una giovinezza da simpatizzante della sinistra extraparlamentare di cui e' traccia un ritratto appeso nel suo ufficio (eskimo e barba folta), Greco e' entrato in magistratura nel 1977. Il primo arresto importante a cui e' legato il suo nome e' quello del segretario del Psdi (partito socialista democratico italiano) Pietro Longo, nell'ambito dell'inchiesta su un vasto giro di tangenti attorno alla societa' di costruzioni Icomec.
Nel 1992 affianca nel pool di 'Mani Pulite' Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo sotto la guida di Francesco Borrelli. In quegli anni cruciali per la storia giudiziaria, Greco 'firma' l'inchiesta su Enimont sostituendo Di Pietro dopo l'abbandono della toga. Nell'ottobre 1995 e' in aula quando vengono condannati in primo grado alcuni politici simbolo della 'prima Repubblica': Bettino Craxi, Arnaldo Forlani, Paolo Cirino Pomicino. Due anni prima, il 23 luglio 1993, l'imprenditore Raul Gardini, coinvolto nell'indagine, si era tolto la vita con un colpo di pistola. Greco confidera' poi di avere pianto quel giorno. Nella seconda meta' degli anni novanta, i destini del magistrato s'incrociano con quelli di Silvio Berlusconi nelle travagliate inchieste All Iberian e sul consolidato Fininvest. Entrambe, nella prospettiva dell'accusa, finiscono male. Nel settembre 2005, l'ex premier viene assolto dall'accusa di aver dato in nero 23 miliardi di lire a Craxi con la formula 'il fatto non e' piu' previsto dalla legge come reato' grazie alla nuova normativa approvata dallo stesso ex premier.
Gli anni duemila vedono Greco in prima fila nelle indagini finanziarie. L'inchiesta Enipower, ribattezzata la 'tangentopoli del nuovo millennio', porta a 9 condanne piu' 98 milioni di euro confiscati ad Ansaldo Energia (gruppo Finmccanica), ma anche all'assoluzione e alla prescrizione di diversi imputati. Anche l'esito dell'inchiesta Parmalat e' favorevole solo in parte alle richieste dell'accusa: da una parte, il patron del gruppo Callisto Tanzi viene condannato in via definitiva a 8 anni e un mese, tuttavia le 4 banche straniere imputate escono indenni dall'accusa di aggiotaggio. E' pieno invece il successo investigativo sulla vicenda Antonveneta con le condanne per l'ex governatore di Banca d'Italia Antonio Fazio, gli ex vertici di Unipol Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti e il banchiere Giampiero Fiorani che tento' l'ardita conquista del colosso bancario attraverso la 'piccola' banca di Lodi.
Nel 2008, Greco viene nominato procuratore aggiunto e con in mano 'le chiavi' del dipartimento reati economici coordina le indagini Maugeri su Roberto Formigoni e San Raffaele, dedicandosi alle presunte evasioni delle multinazionali Apple, Google e Amazon. In quest'ultima stagione della sua avventura giudiziaria, si dedica con piu' intensita' alla politica giudiziaria, collaborando sui temi delle riforme con tutti i governi, compreso quello di Matteo Renzi e approfondisce i rapporti con l'Agenzia delle Entrare che 'di fatto' entra a far parte fisicamente del suo ufficio. Due anni fa e' stato al centro di un conflitto con la Procura generale che gli ha sfilato, con un'azione senza precedenti, sette inchieste in pochi mesi su vicende di evasione fiscale di cui aveva chiesto l'archiviazione. Alcune di queste si sono poi concluse con patteggiamenti e rinvii a giudizio.
Per la Procura Generale, Greco non aveva indagato a fondo. Da questa sera, Greco, che e' sposato con una collega e ha due figlie, si trasferisce dove governo' Bruti Liberati e chissa' se nel nel nuovo ufficio portera' anche il gagliardetto della Roma, di cui e' tifosissimo, che da sempre campeggia nei suoi uffici.