Milano

Dazi, Beduschi: "Lombardia pronta ad aprirsi ad altri mercati"

L'assessore all'Agricoltura di Regione Lombardia Alessandro Beduscbi: "Forte interesse per i nostri prodotti da Canada e Paesi arabi. Ed il Grana Padano non è replicabile negli Usa". L'intervista

di Nicolo Rubeis

Dazi, Beduschi: "Lombardia pronta ad aprirsi ad altri mercati"

Negli imprenditori agricoli lombardi "vedo serie preoccupazioni" per i dazi americani di Donald Trump, "ma anche la consapevolezza che il nostro mercato è vocato alla qualità e non alla quantità e che le nostre eccellenze non sono trasferibili all'estero" spiega l'assessore della Regione Lombardia all'Agricoltura Alessandro Beduschi. "Le nostre aziende non delocalizzeranno facilmente, anche perché snaturerebbero il prodotto" aggiunge Beduschi che sta comunque lavorando per aprire nuove possibilità su mercati alternativi: "Nell'ultimo mese abbiamo avuto grandi richieste da parte del Canada e stiamo consolidando i rapporti con gli Emirati arabi".

Beduschi, alla fine i dazi sono arrivati.

Tutto ciò faceva parte di un programma molto sentito e propagandato che rappresenta un po' la pancia degli Stati Uniti, con un crescente astio verso il vecchio continente che era palpabile anche durante l'ultimo nostro viaggio negli Usa. Vedono l'Europa come un continente assistenzialistico e sono desiderosi di avere compensazioni per esempio sulle tariffe sul whisky e sugli alcolici che hanno penalizzato fortemente la loro produzione. Si ritengono in credito e Trump nella sua logica di comunicatore di discontinuità ha dato seguito a quanto aveva promesso.

La reazione dei mercati è stata, per il momento, disastrosa.

I dazi hanno confermato i riflessi sulla Borsa e sull'umore degli esportatori e hanno creato un allarme che va razionalizzato dalle istituzioni, dalle associazioni e dai consorzi interessati. La strategia di Trump è chiara: colpire le esportazioni e andare a favorire le delocalizzazioni dei produttori in Usa. Adesso rompere il quadro dell'unità europea è un'altra delle poste in palio, anche se la trattativa diplomatica è in continua evoluzione.

A tal proposito, come dovrebbe reagire l'Europa?

Stare uniti e far percepire che la politica è coesa è fondamentale. Non auspico una guerra, perché noi non dobbiamo contrapporci a una scelta legittima, anche se reputo sbagliata, che Trump ha preso sulla base del consenso che ha ricevuto anche su questi temi. Dobbiamo avere la schiena dritta e non fare altrettante distorsioni del mercato ma difenderci, essendo attrattivi per nuovi mondi. La ricchezza non è polarizzata solo negli Stati Uniti… Ora dobbiamo evitare che le nostre aziende, almeno quelle che possono replicare prodotti lì, vengano attratte da sgravi per trasferire la produzione. L'Europa intanto risolva alcuni problemi creati da scelte strategiche sbagliate sull'automotive o sul Green deal. In passato si sono fatti troppi errori in virtù di un ambientalismo ideologico che ci ha reso gli utili idioti del mondo.

Sicuramente alcuni prodotti specifici non sono replicabili negli Usa.

Questa è la fortuna di alcuni pezzi del nostro mercato. In Lombardia, per esempio, non abbiamo rivali sulla qualità del settore lattiero caseario o sulla lavorazione delle carni. Non abbiamo volumi di esportazioni enormi ma in pochi vogliono rinunciare alle nostre Dop e alle nostre Ig. Sarà dura, ma rispetto ad altri siamo un po' più privilegiati. I nostri non sono prodotti facilmente replicabili né trasferibili. Il Grana Padano - che tra l'altro è già daziato eppure questo non gli ha impedito di essere sulle tavole di tutto il mondo - non sarebbe Grana Padano se venisse prodotto negli Usa.

La Lombardia punterà anche su mercati alternativi agli Stati Uniti?

Nell'ultimo mese, da quando era chiaro a tutti che stavano per arrivare i dazi, abbiamo avuto grandi richieste dal Canada e dal Nord America. Anche i Paesi arabi stanno diventando uno snodo importante, con un mercato aperto a tutti i consumi. Siamo stati a Dubai e torneremo presto ad Abu Dhabi perché i nostri prodotti sono molto richiesti.

Insomma, si chiude una porta e si apre un portone?

Non vogliamo nessuna guerra con gli Stati Uniti. Semplicemente, veicoleremo i nostri prodotti dove c'è più richiesta sfruttando le nostre peculiarità. È un po' come la teoria dei vasi comunicanti. Anche se siamo certi che il consumatore medio alto spendente continuerà a comprare il Grana Padano anche con un piccolo rincaro, magari in minor quantità, abbiamo l'obbligo di aprire relazioni con altri mondi.

 

 







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