Milano

Dj Fabo, Cappato interrogato in tribunale: "Lo farò anche con altri"

Suicidio assisitito di Dj Fabo in Svizzera, il radicale Marco Cappato: "Svolgerò tale azione per altre persone in futuro". Rischia sino a 12 anni di carcere

"Posso solo confermare che io continuero' a svolgere l'azione che sto svolgendo anche per altre persone". Lo ha detto il leader radicale e tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, al termine dell'interrogatorio al Tribunale di Milano davanti al pm Tiziana Siciliano che lo sta indagando per il reato di aiuto al suicidio nell'ambito dell'inchiesta scaturita dopo la morte di Fabiano Antoniani, famoso in vita con il nome d'arte di Dj Fabo. "Spero" - ha aggiunto Cappato - "che anche per i cittadini italiani possa essere affermato e riconosciuto il diritto a non essere sottoposti e subire come una tortura condizioni di vita a cui non vogliono essere sottoposti". Dunque, ha concluso Cappato, "portero' altre persone in Svizzera", ovvero la nazione dove Dj Fabo ha trovato l'assistenza per morire, consapevole dei rischi ai quali si sottoporra' in base alle leggi italiane: le conseguenze legali "erano chiare fin dall'inizio", ha sottolineato Cappato che rischia una condanna dai 5 ai 12 anni.

Nel corso dell'interrogatorio durato circa due ore e mezzo, Marco Cappato "ha confermato quanto gia' detto nelle dichiarazioni spontanee rese ai carabinieri, e cioe' che ha aiutato dj Fabo a ottenere quello che desiderava", ovvero "recarsi all'estero e accedere al suicidio assistito", ha spiegato al termine dell'interrogatorio il suo legale, Filomena Gallo, che ha aggiunto di non voler entrare "nel merito del procedimento; l'inchiesta sara' il suo corso".







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