Milano

Dj Fabo, la madre: "Politici magistrati vergognatevi: Cappato ci ha aiutato"

Carmen Carollo, madre di Dj Fabo, interviene a favore di Marco Cappato, che sarà processato per aver aiutato il ragazzo a morire in una clinica svizzera

"Mi presento, sono la mamma di Fabo e voglio dire a voi politici magistrati: vergognatevi. Marco ha fatto un regalo ad aiutare mio figlio! Ora la sua sofferenza e' finita e in questo momento lui e' felice nella sua India. Grazie Marco, ti vogliamo bene". Cosi' la mamma di Dj Fabo, Carmen Carollo, su Facebook all'indomani della decisione del gip di Milano che ha disposto l'imputazione coatta per Marco Cappato per le ipotesi di "aiuto al suicidio" e "rafforzamento al suicidio". Le fa eco la fidanzata di Fabo, Valeria Imbrogno, che scrive: "Non ho parole...come si fa a dire che 'Fabo e' stato spinto nella scelta?' ...Fabo, glielo spieghi tu al giudice che era l'esatto contrario...e che eri tu che spingevi noi a portarti in Svizzera...stavo pensando che potresti fargli la stessa domanda che hai usato con me per farmi capire la tua sofferenza 'caro giudice verrebbe una sola settimana da questa parte?!!'".

Perplessita' per la decisione del pm di Milano, e' espressa dal segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo: "Anche questa volta, come nel caso Welby, si confrontano, all'interno della magistratura, due posizioni, l'una che interpreta i valori costituzionali ed europei in senso progressista e l'altra in senso conservatore. Auspichiamo che, nel prosieguo del giudizio, la certezza del diritto, al di la' delle posizioni interpretative, possa prevalere, come appunto e' avvenuto nel caso Welby". Marco Cappato aveva accompagnato Fabiano Antoniani (Dj Fabo), 40enne rimasto cieco e tatraplegico dopo un incidente stradale, in una clinica in Svizzera a fine febbraio per essere sottoposto a eutanasia. Cappato si autodenuncio' il giorno dopo.

CATTANEO: "NON C'è DIRITTO POLITICO A SOTTRARSI ALLA LEGGE" -  "Penso che le leggi vadano rispettate e chi non lo fa va trattato secondo il principio fondamentale che la legge e' uguale per tutti. Non c'e' una sorta di diritto politico a sottrarsi alla legge. Questo vale per chiunque, anche per Cappato". Cosi' il presidente del Consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo, in merito alla vicenda di Dj Fabo che ha visto coinvolto Marco Cappato, esponente dei radicali. Ieri il Gip di Milano ha infatti disposto l'imputazione coatta per Cappato perche', accompagnando l'uomo in Svizzera, lo avrebbe "spinto al suicidio". "Di fronte a temi come la vita e la morte, penso al caso di Dj Fabo e a quello attuale del piccolo Charlie, c'e' un livello di fronte al quale lo Stato si deve fermare. Tutte le volte che la legge dello Stato o la sentenza di un giudice che stabilisce quando deve cominciare o finire una vita io provo un brivido" ha concluso Cattaneo.







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