Milano

"Il Giambellino non è sicuro". E i magistrati non vogliono andarci

Il presidente della Commissione tributaria lombarda scrive ad Anac, Procura, Presidente della Repubblica e Ministero della Giustizia

di Fabio Massa

Il Giambellino non è sicuro. E le commissioni tributarie di Milano non vogliono andarci. A riportarlo, nero su bianco e carte bollate è un atto su carta intestata del presidente della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, in una lettera rivolta all'ANAC, alla Procura, al Presidente della Repubblica al Ministro della Giustizia e ad altre istituzioni.

Nell'atto, che Affaritaliani.it Milano ha visionato, si scrive, letteralmente: "Si evidenzia l'ostinata quanto inaccettabile insensibilità istituzionale, che pretende di gestire  l'allocazione della Giustizia Tributaria a Milano con criteri verticistici, senza tenere in alcun conto i principi di efficienza  e di economicità che dovrebbero guidare sempre l'azione della Pubblica Amministrazione". E ancora: "La scelta è caduta sull'immobile di sede di via Richard, situato in estrema periferia, non servito da mezzi pubblici". E poi arriva la descrizione: "In zona notoriamente non sicura (zona Giambellino), per la sicurezza dei magistrati in servizio presso la Commissione tributaria regionale  e provinciale, (molti dei quali ricoprono cariche apicali di Procuratori della Repubblica  e Presidenti di Tribunali), del personale dipendente delle Commissioni Tributarie, degli utenti (parti e loro difensori), considerando che le udienze pomeridiane terminano anche in ore tarde. Va anche segnalata la concreta impossibilità di parcheggio, in quanto i pochi posti disponibili risultano occupati dalle prime ore del mattino". Una descrizione tremenda. La proposta? L'immobile del demanio di viale Jenner: "il monumentale immobile ha una metratura sufficiente ad ospitare non solo le due sedi giudiziarie ma anche l'istituendo Tribunale Unificato dei Brevetti Europei, con pregevolissimi risparmi..."

fabio.massa@affaritaliani.it







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