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Milano
Immigrazione, Ciocca (Lega): Ancora una volta l'Ue paga la Turchia di Erdogan

Immigrazione, Ciocca (Lega): "Ancora una volta l'Ue paga la Turchia di Erdogan"

“In questo Consiglio europeo si è discusso di tutto, meno che di ciò che si sarebbe dovuto adeguatamente discutere; l’immigrazione. Un tema su cui si è dibattuto meno di dieci minuti, nonostante fosse stata l’Italia a chiedere che se ne parlasse al vertice, dopo mesi di pressioni ignorate sullo stop agli sbarchi irregolari e sulla ripartizione delle quote dei migranti in un’Unione europea troppo spesso bella a parole, ma non nei fatti. Alla faccia della solidarietà. Quella stessa solidarietà che però è andata, ancora una volta, al primo ministro turco Erdogan, con la proposta di istituire ben 3,5 miliardi di aiuti sui migranti per la rotta balcanica". Questa la dura reazione dell’eurodeputato della Lega Angelo Ciocca rispetto a quando discusso al Consiglio europeo, conclusosi oggi, in tema d’immigrazione che, in sostanza, vedrà ancora una volta il passaggio di grandi quantità di fondi europei verso Ankara senza nessuna reale garanzia.

"La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha proposto infatti ai capi di Stato e di governo di stanziare, nell'ambito dell'accordo con l'Ue sui migranti, soldi nostri, che dal bilancio dell’Ue andranno a finire direttamente nel bilancio dello stato turco. Una vera e propria assurdità se si pensa alle perpetrate - e mai velate - minacce di quest’ultimo nei confronti dell’Unione europea - sottolinea Ciocca -. Pronta ad indignarsi per una sedia, ma non se Erdogan minaccia di aprire le porta a milioni di rifugiati se la stessa Unione europea non dovesse aiutarlo nei suoi discutibili affari esteri".

"Alla Turchia, a quanto pare, non bastava concedere un "finanziamento ponte" da 535 milioni di euro fino all'inizio del 2022, già in vigore. Serviva dare altri soldi, mentre l’Italia corre ancora una volta il rischio di restare sola tra i paesi ponte dell’Ue in vista dell’estate”, ha concluso amaramente l'eurodeputato leghista.