Milano
Inter-Napoli, Bastoni (Lega): serve certezza del diritto

Scontri Inter-Napoli, Max Bastoni (Lega): “A Napoli per omicidio tutti a piede libero, a Milano per rissa gli ultras restano in carcere”
“A Napoli otto indagati per omicidio a piede libero, a Milano tre ultras per rissa restano in carcere. Più che certezza della pena bisogna sollecitare certezza del diritto.” Così il consigliere regionale della Lega Massimiliano Bastoni a margine della sua visita a Marco Piovella, Francesco Baj e Simone Tira presso la Casa Circondariale San Vittore di Milano dove i tre tifosi dell’Inter restano in custodia cautelare per il loro coinvolgimento nella rissa del 26 dicembre scorso prima di Inter-Napoli. “Bisogna ripensare la sicurezza attorno a San Siro, che il 26 dicembre è stata oggettivamente trascurata, garantendo a chi si reca a vedere la partita la necessaria tranquillità. Ma non è nell’accanimento carcerario a senso unico che si trovano le risposte e le soluzioni.” Massimiliano Bastoni si è soffermato anche sulla polemica relativa alle trasferte e agli orari delle partite. “Ha ragione Matteo Salvini quando ricorda che chiudere gli stadi e vietare le trasferte discrimina i milioni di persone che hanno diritto a seguire la propria squadra del cuore. E gli orari devono essere concordati col Viminale non lasciati in carico esclusivo agli interessi economici dei diritti Tv. Condanno la violenza e a maggior ragione quella che ha portato alla morte di Daniele Belardinelli. Ma - ribadisce Bastoni - non posso che evidenziare una condotta iniqua nei confronti di Piovella, Baj e Tira che, non negando il loro coinvolgimento, nulla hanno a che fare con un omicidio. Ci sono pedofili, stupratori, spacciatori e maestre d’asilo che picchiano i bambini che finiscono agli arresti domiciliari o vanno a spasso per la città a piede libero, mentre per rissa si resta in carcere. Obiettivamente - chiosa Bastoni - sono decisioni che ai cittadini fanno perdere fiducia nella giustizia. Quei milanesi che considerano socialmente pericolosa la prima categoria non di certo gli ultras.”