Milano
Lega Lombarda, inizia la sfida per la segreteria. Ecco chi corre. Inside

di Fabio Massa
La sfida è tra due leghisti doc. Uno più vicino alle posizioni di Maroni, l’altro invece salviniano senza se e senza ma. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it inizierà tra non molto la gara per la segreteria nazionale della Lega Lombarda (nazionale perché, è bene specificarlo, la Lega è strutturata in modo federale). Ad oggi il segretario della Lega Lombarda è lo stesso della Lega Nord, Matteo Salvini, che è succeduto a Giancarlo Giorgetti, che è presidente e che qualcuno vorrebbe candidato sindaco a Varese l’anno prossimo. Lui frena, non vorrebbe, tuttavia il Movimento potrebbe chiedergli uno sforzo non da poco. Per quanto riguarda invece la guida politica della Lega Lombarda, attualmente è un one man show salvianiano, che tuttavia lo stesso ex capogruppo di Palazzo Marino sa di non poter portare avanti. Ecco quindi che si arriverà a congresso. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it i due contendenti sarebbero il politico monzese Paolo Grimoldi, classe 1975, artigiano, iscritto alla Lega fin da giovanissimo e fondatore del Movimento Giovani Padani. Attualmente è onorevole per la circoscrizione Lombardia 1. Famoso per una polemica sul Diario di Anna Frank, Grimoldi pare essere in pole position rispetto al competitor, che si chiama Massimiliano Romeo. Lui è consigliere regionale, ha quattro anni in più, anche lui è di Monza ed è il capogruppo del gruppo consiliare della Lega Nord in consiglio regionale. Il vantaggio di Grimoldi sta nel fatto che se Romeo dovesse diventare segretario si aprirebbe una guerra per la successione anche sul posto di capogruppo. Inoltre, in una recente polemica su Ncd, Romeo aveva preso posizioni più sfumate rispetto a quelle dell’omologo in consiglio comunale a Milano, facendo storcere il naso a Matteo Salvini, da sempre molto più duro rispetto a Roberto Maroni su un’alleanza con i centristi. Per adesso, la gara è cominciata e va a sommarsi a quella per il controllo del partito metropolitano milanese. Sulla poltrona che è di Igor Iezzi vorrebbero sedere in due. Da una parte Davide Boni, ex presidente del consiglio regionale lombardo, messo in naftalina per le inchieste, poi archiviato con formula piena e quindi voglioso di tornare a combattere. Dall’altra Stefano Bolognini, ex assessore provinciale alla Sicurezza e fedelissimo di Matteo Salvini (è tra gli organizzatori del suo “compleanno” alla corte di Daniela Javarone). Su questa partita si prevedono accordi che non portino a uno scontro sanguinoso. Ma tutto è possibile.
@FabioAMassa