Milano
Mitragliatrice a Milano: arma pronta per essere usata

Milano, la pistola mitragliatrice Uzi "era pronta per essere usata e scaricata contro qualcosa e qualcuno"
Mitragliatrice a Milano, gip: arma pronta per essere usata
La pistola mitragliatrice Uzi "era pronta per essere usata e scaricata contro qualcosa e qualcuno". Lo scrive il gip di Milano Stefania Donadeo nell'ordinanza con cui ha messo in carcere i cinque occupanti del suv bianco arrestati dalla Polizia di Stato dopo un inseguimento al quartiere San Siro lo scorso lunedi' sera. Da una relazione della Scientifica contenuta negli atti dell'inchiesta, emerge che il "il mitra era munito di caricatore da 32 colpi, dotato di selettore per il tiro semiautomatico e in posizione di 'raffica'".
Mitragliatrice a Milano: autista, era mia, la portavo a mia festa
Sarebbe di Davide Giuseppe Salvatore, il conducente della Bmw X1, la mitraglietta Uzi gettata in via Paravia durante l'inseguimento di lunedi' sera per le vie del quartiere San Siro di Milano. E' quanto avrebbe ammesso lui stesso nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto per resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma da guerra in cui in video-collegamento dal carcere di San Vittore sono comparsi anche gli altri quattro occupanti del suv bianco (Francesco Pellegrini, 39 anni, Alessandro Corsaro, 21 anni, Mario G., 26 anni e Matto C., 25 anni).
In particolare, il 31enne con precedenti avrebbe detto di aver acquistato la mitraglietta al quartiere Corvetto e di averla posizionata sotto il sedile per portarla in un bar in zona San Siro dove avrebbe dovuto festeggiare il suo compleanno con la comitiva di amici. Al gip, chiamato a valutare la richiesta di applicazione della custodia cautelare in carcere del pm Stefano Ammendola, Salvatore ha aggiunto di essersi sottratto al controllo della volante di Polizia perche' si sarebbe spaventato e che la situazione gli sarebbe sfuggita di mano. Anche gli altri arrestati hanno reso dichiarazioni al giudice dicendo, in sostanza, di non sapere che a bordo del suv ci fosse l'Uzi.
Mitragliatrice a Milano: gip, arrestati restano in carcere
Restano in carcere tutti i cinque uomini a bordo del suv bianco Bmw X1 dal quale e' stata gettata una mitragliatrice Uzi mentre scappavano dalla Polizia. Lo ha deciso il gip Stefania Donadeo applicando la misura di custodia cautelare richiesta dal pm Stefano Ammendola. Durante l'udienza di convalida "gli indagati hanno reso una versione dei fatti praticamente sovrapponibile", ma "per nulla convincente" e anzi "del tutto illogica oltre che sconfessata dalla ricostruzione operata dalle forze dell'ordine", osserva il giudice.
"Nella sostanza tutti gli indagati - si legge nel provvedimento di 10 pagine - hanno dichiarato che la decisione di darsi alla fuga e' stata presa" solo da Davide Giuseppe Salvatore "che era alla guida dell'auto" oltre a essere "il possessore dell'arma". Non appare poi credibile che Francesco Pellegrini, Alessandro Corsaro e i due incensurati Mario G. e Matteo C. "abbiano implorato" il conducente di 31 anni "di fermarsi altrimenti sarebbero stati uccisi dalla polizia". Cosi' come non ha fondamento per il giudice il fatto "che hanno tutti lanciato dei pezzi dell'arma o delle munizioni dal finestrino su disposizione di Salvatore per 'consegnarla' alla polizia che li inseguiva" e "che non erano a conoscenza della presenza dell'arma nell'auto di Salvatore".
"La condotta" dei cinque occupanti del suv bianco integra anche "gli estremi del reato di tentato omicidio" dal momento che il conducente "ha ingranato la marcia ed e' partito in direzione dell'agente con il chiaro intento di investirlo e di guadagnare la fuga". Lo sostiene il gip di Milano Stefania Donadeo evidenziando che "l'azione e' stata diretta in maniera non equivoca all'investimento degli agenti ed era idonea a cagionare la morte a seguito dell'urto e dell'investimento". Tuttavia, il giudice non ha potuto applicare la misura cautelare in carcere per l'accusa di tentato omicidio in quanto il pm Stefano Ammendola ha contestato solo quelle di resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo della mitraglietta Uzi. Dall'ordinanza emerge poi che e' stato in quel frangente che i due poliziotti della volante Accursio, dopo essersi buttati di lato a terra per evitare di essere travolti, hanno esploso in totale quattro colpi in direzione dei pneumatici del Bmw X1 nel tentativo di fermarlo.
Mitragliatrice a Milano: spunta l'uomo vicino alla 'ndrangheta
L'inseguimento di cinque uomini a bordo di un suv a Milano, che durante la fuga hanno gettato una mitraglietta Uzi dall'auto, potrebbe rappresentare un segnale preoccupante del ritorno di un certo tipo di dinamiche all'interno della criminalità del capoluogo. E' quanto ricostruisce il Corriere basandosi anche su un filmato di tre minuti che testimonia la parte finale dell'inseguimento, con la volante della Polizia che giunge all'angolo di piazzale Zavattari e gli agenti che intimano ai fuggitivi di gettarsi a terra, il loro suv Bmw X1 bianco con le portiere aperte.
Mitragliatrice a Milano, le immagini riprese da un videotelefonino
Uno di loro si inginocchia, mentre gli agenti intimano di stendersi a terra tenendo le braccia larghe. Sullo sfondo sirene di altri equipaggi che giungono a supporto. Due lunghissimi minuti con i cinque uomini a terra in silenzio. Giunti i rinforzi, i fuggitivi sono immobilizzati ed ammanettati. Le immagini sono state registrate da un passante con il videotelefonino.
Mitragliatrice a Milano, le ipotesi degli inquirenti
Cosa c'è dunque dietro? Gli inquirenti sembrano aver escluso legami con la sparatoria dell'8 gennaio in piazza Falterona che ha portato all'arresto di Carletto Testa. In quel frangente si trattava di una faida tra gruppi di rapper. Esclusa per i fatti del 31 gennaio anche l'ipotesi di una rapina. Si tratterebbe di uno scenario che rimanda piuttosto alla situazione a Milano tra anni Ottanta e Novanta, tra faide e agguati a colpi di mitra. Come riferisce il Corriere, del caso, potrebbe essere interessata anche la Direzione distrettuale antimafia. Le indagini sono appena all'inizio. I cinque sono stati arrestati per porto abusivo di arma e munizionamento da guerra e resistenza a pubblico ufficiale. Il pm di turno Stefano Ammendola ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere.
Mitragliatrice a Milano, a bordo dell'auto l'uomo vicino alla 'ndrangheta
Tra i nomi, come riferisce il quotidiano Il Giorno, c'è quello del pluripregiudicato Francesco Pellegrini, già arrestato il 23 ottobre 2018 dai carabinieri nell’operazione Quadrato, che ha smantellato una maxi piazza di spaccio a Corsico. Secondo quanto allora riportato nell’ordinanza del gip Teresa De Pascale su richiesta dell’aggiunto Laura Pedio e del pm David Monti, Pellegrini era "l’ufficiale di campo" dei fratelli Francesco e Antonio Barbaro, le nuove leve del traffico di droga legato al clan di ’ndrangheta dei Papalia. La sua figura era di raccordo tra i grossisti e i pusher nordafricani che smerciavano coca, hashish e marijuana al dettaglio nei bar. Cosa ci faceva dunque sulla Bmw con una mitraglietta? Resta in piedi l'ipotesi di un possibile raid punitivo contro qualche nemico, che riporterebbe le laciette indietro di anni