Milano

Nerviano, se gli scandali “beffano” i lavoratori. Inside

di Fabio Massa

Una brutta storia, quella di Nerviano. Una storia di intrighi, soldi e tanti sprechi. In gran parte è stata raccontata dal Corriere della Sera, ma fino all’ultimo minuto non cessa di stupire. In questo caso, la storia che Affaritaliani.it può raccontare, tra l’altro nel giorno in cui si tiene il cda di NMS Group, è di come a pagare i conti per tutti siano sempre i lavoratori. 

Il cda del Nerviano Medical Sciences (NMS) è saltato qualche giorno fa, ormai completamente. NMS è di proprietà al 100 per cento della Fondazione Regionale per la Ricerca Biometica, la quale è del 100 per cento di Regione Lombardia. Il caos di Nerviano è noto: buchi milionari, ricercatori non pagati, strutture ormai fatiscenti. Eppure, la giunta Maroni-Mantovani sta provando a mettere mano alla vicenda, per mezzo di Alessandro Visconti, una delle new entry in Regione Lombardia più stimate ed autorevoli. Il primo passo, fondamentale, è stato nominare due personalità di chiara fama alla guida della Fondazione Regionale, il presidente Antonio Lanzavecchia e il direttore generale Aldo Tagliabue. Questi iniziano a mettere mano nel vespaio che è Nerviano, dove il presidente è (anzi era) Alberto Schumè e l’amministratore delegato è (anzi, era) Luciano Baielli (450mila euro lordi all’anno). Nerviano è pesantemente esposta con le banche. Per dirne una, fonti del Pirellone parlano 200 milioni che NMS deve a Unicredit, la banca che ha realizzato il nuovo quartiere di Porta Garibaldi a Milano. Anche la Popolare di Sondrio è esposta per circa 7 milioni di euro. Il presidente onorario della Popolare di Sondrio di cognome è Piero Melazzini, definito il “decano dei banchieri italiani”. E la Popolare di Sondrio, tra le altre cose, è una delle banche più amate da Formigoni, nonché una delle due banche che ha un bancomat a Palazzo Lombardia. Dettagli.

Che cosa avviene a Nerviano, recentemente? Che i lavoratori sono da mesi che non prendono uno stipendio, quindi la Regione decide di stanziare 7 milioni e 400mila euro per iniziare ad anticipare il 70 per cento delle pendenze. Peccato che i lavoratori, questi 7,4 milioni, non li vedono. Finiscono - secondo fonti di Affaritaliani.it - preda delle banche, per azzerare il proprio debito. Anzi, di più, pare che dai vertici di Nms ci sia stato il nulla osta alla richiesta delle banche. Insomma cornuti e mazziati, non ci si può neanche rivalere. E i lavoratori? Possono aspettare. Intanto i vertici di Regione Lombardia pare che inferociti abbiano convocato le banche per capire che cosa è successo. Anche se sembra tutto fin troppo chiaro.

@FabioAMassa







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