Milano
Omicidio Bozzoli, i giudici bruceranno un maiale in una fonderia

Giallo di Marcheno: i periti del processo ricostruiscono le stesse condizioni dell'eventuale scomparsa del corpo dell'imprenditore usando un suino
Omicidio Bozzoli, i giudici bruceranno un maiale in una fonderia
Un mistero ancora senza risposta, nonostante le indagini vadano avanti ormai da oltre sei anni. Nell'ottobre del 2015 non si hanno più notizie di Mario Bozzoli, imprenditore di Marcheno, Brescia. C'è un imputato per il presunto omicidio, il nipote Giacomo Bozzoli, che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti. Ed una ipotesi: che il corpo della vittima sia stato fatto scomparire utilizzando il forno della fonderia di famiglia.
Il test: un maiale vestito e del peso di Bozzoli bruciato in fonderia
Per vagliare a fondo questa traccia, i giudici della Corte di Assise di Brescia presieduta da Roberto Spanò hanno ora deciso dopo un lungo confronto con consulenti e periti di "sacrificare" un maiale. Il suino, del peso di circa 80 chili, sarà ucciso e immediatamente dopo calato in una fonderia con abiti simili a quelli che indossava l'imprenditore la sera della scomparsa. Un modo per cercare di ricreare le medesime condizioni del possibile scenario della morte di Bozzoli e per trarne indizi utili a capire cosa potrebbe eventualmente essere accaduto nella fonderia di Marcheno. In particolare, se dopo l'attivazione del forno non resterà alcuna traccia del suino e dei suoi vestiti, questo potrebbe essere un elemento a favore dell'ipotesi che anche a Gozzoli sia capitato lo stesso destino.
Caso Bozzoli: il test con il maiale il 27 aprile
Il test avverrà il 27 aprile alla fonderia Gonzini di Provaglio d'Iseo. Lo riferisce Today.it che aggiunge come saranno predisposte tutte le misure di sicurezza del caso. Tutto sarà filmato e diventerà elemento di dibattito in aula. Il maiale è considerato l'animale più compatibile al profilo biologico dell'uomo.
Giallo di Marcheno: sei giorni dopo morì anche un operaio
Ancora aperto anche il fascicolo relativo a Giuseppe Ghirardini, operaio della fonderia Bozzoil il cui cadavere fu trovato nei boschi di Ponte di Legno, in Val Camonica, appena sei giorni dopo la morte di Mario Bozzoli.