Milano
Raffaele Cattaneo: "Nuovo partito al centro. Lega? Alleato come in Lombardia"

Il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo, in un'intervista ad Affaritaliani.it tratteggia il futuro dei centristi post-Ncd
di Fabio Massa
Il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo, in un'intervista ad Affaritaliani.it tratteggia il futuro dei centristi post-Ncd: "Tanti errori sono stati commessi, ora cambiamo nome e diamo vita a una nuova forma-partito. Parisi? Condivido la sua voglia di creare qualcosa di nuovo. La Lega Nord? Può essere un alleato, come dimostriamo noi qui in Lombardia..." LEGGI L'INTERVISTA AD AFFARITALIANI.IT
Presidente Cattaneo, sabato l'assemblea nazionale di Ncd potrebbe essere una svolta per voi centristi. Che significato ha per la Lombardia?
Sabato si chiude una fase dell'esperienza di Ncd e se ne apre un'altra. In qualche modo questo è il riconoscimento della necessità di un cambiamento. Il cambio del nome e la proposta politica di una aggregazione di tutti i vari soggetti dell'area moderata apre a uno scenario diverso. Io credo che l'esperienza di Ncd come l'abbiamo conosciuta è oggettivamente conclusa. Ncd ha governato con il Pd, con una evidente contraddizione. A suo tempo la scelta di governare con la sinistra era motivata da ragioni di grande responsabilità che però l'elettorato non ha compreso e non comprende. Oggi si apre una fase nuova: la ricostruzione di un'area moderata che oggi manca nel nostro paese. La destra sovranista e lepenista è chiara, è chiara la proposta populista di grillo e quella di sinistra. Non è chiaro però chi incarna le posizioni dell'elettorato che non si riconosce nella sinistra ma che al tempo stesso non può ritenere che l'unica proposta alternativa sia quella del sovranismo.
Quindi un nuovo soggetto centrista e moderato.
L'operazione di sabato va in questa direzione. In Lombardia c'è una specificità. Noi siamo già oggi la dimostrazione che è possibile continuare con l'esperienza di centrodestra in cui il centro sia un contenuto politico e non una mera parola. Noi in Lombardia facciamo sintesi attorno a una figura moderata come è quella del presidente Maroni. Lombardia Popolare porta al percorso di Ncd di sabato l'esperienza che la collocazione naturale delle nostre idee è nel centrodestra, e nella famiglia Popolare e non socialista. Il nostro obiettivo è di ricordare agli amici di Ncd che non vogliamo fare la fine della Margherita. Un pezzo di esperienza politica nato nella Dc che è finito nella famiglia dei socialisti europei. Per dirne una: i cattolici del Pd in consiglio regionale lombardo non hanno votato il fattore famiglia, e hanno votato tutti gli emendamenti per allargare il perimetro della famiglia.
Cambierete nome?
Sicuramente, anche se non so ancora quale sarà. Mi auguro che sia un nome che abbia un esplicito richiamo al popolarismo europeo.
Errori ce ne sono stati di Ncd. Uno di questi è la vocazione sudista?
Ncd ha fatto tanti errori. Dobbiamo avere l'umiltà di riconoscerlo. Il primo e più importante errore è stato quello di aver tradito la possibilità di una partecipazione dal basso finalmente praticata. Noi non siamo riusciti a garantirla. Sulla trazione sudista, devo dire che questo è certamente vero. La politica del sud è profondamente diversa da quella del nord. Da questo punto di vista per noi che siamo la parte lombarda di Ncd il primo dovere è riaffermare il valore dei contenuti. La critica che ci fanno da Roma è sull'alleanza con la Lega. Ma noi dimostriamo che si può fare. E' possibile una alleanza con la Lega che non sia su politiche populiste o sovraniste.
Cambierete anche il leader oltre al simbolo?
Il problema non è cambiare l'etichetta sulla porta, ma aprire a una proposta nella quale Ncd sia uno dei componenti della ricostruzione. Da Casini a Tosi, affluenti diversi che convergono nello stesso mare. Chi dà voce a questo progetto, il portavoce, penso che possa essere diverso da ciascuno dei soggetti. Ho partecipato da osservatore a un incontro di Casini e lui diceva di essere stato un protagonista della stagione passata, ma di essere consapevole di non poter essere protagonista della stagione futura.
Uno che sta cercando di federare il centro pare essere Stefano Parisi.
Stefano Parisi ha avuto l'indubbio merito di incarnare in sé la speranza del centrodestra partendo da Milano. Di Parisi non condivido in questa fase gli accenti un po' troppo critici verso i partiti esistenti, e non sto parlando solo della Lega Nord. Per capisco e condivido l'accento che lui mette sulla necessità di fare una cosa nuova e diversa. Noi dobbiamo riproporre i valori e gli ideali, ma non la forma partito da cui proveniamo.
Secondo le rilevazioni le prossime amministrative saranno un momento "pesante" a livello di risultati per le formazioni di centro e per Ncd. Insomma, ci si aspetta il flop.
Mi auguro di no, ma è possibile di sì. Credo anche però che la realtà, che è sempre testarda, si imponga. Io penso che la soluzione dei problemi della Lombardia, d'Italia, dei Comuni e d'Europa, non passi attraverso la vittoria dei populisti.
Berlusconi ha lanciato Zaia premier al posto di Salvini. Se ci fosse Zaia ci sarebbe la possibilità di una alleanza a destra come in Lombardia?
L'esperienza lombarda dice che dove c'è una leadership leghista che è in grado di fare una sintesi di governo e di conservare un profilo moderato è possibile stare insieme e fare cose utili. E' possibile anche mantenere il consenso, come Maroni e Zaia dimostrano. E' noto che tra i governatori più apprezzati. La risposta è dunque sì. L'esperienza politica e di governo dimostra che è possibile. Per questo io non pongo un veto sulla Lega. Anzi, ci governiamo insieme e bene. Sono convinto che la Lega possa essere compagno di strada prezioso laddove tiene vivi i suoi valori, dalla difesa del Nord, al federalismo... E' quando la Lega perde la sua anima, una variazione che sta introducendo Salvini, che sorge il problema.
Torniamo a Casini: ogni stagione politica ha i suoi protagonisti. Formigoni e Lupi possono ancora essere protagonisti o devono cedere il passo?
Formigoni certamente è stato protagonista di 18 anni di governo della Lombardia. E' ancora un protagonista nel senso della sua capacità di analisi e valutazione del contesto. Ma è difficile che possa essere il protagonista di una leadership futura, almeno fin quando non risolve tutte le sue questioni. Maurizio Lupi invece è protagonista oggi e gli auguro di esserlo anche in futuro. Certamente il fatto di essere stato al governo con il centrosinistra rende tutto un po' più complicato, ma sono fiducioso.
@FabioAMassa
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