Milano

Regionali, con il voto cambia tutto. Gelmini candidata per Calenda?

di Fabio Massa

Gli unici che gioiscono sono sicuramente gli esponenti di Fratelli d'Italia, che si trovano nella invidiabile posizione di poter aver più posti che teste

Regionali, con il voto cambia tutto. Gelmini candidata per Calenda?

Che cosa succede adesso per le Regionali lombarde? La domanda non è oziosa, visto che si voterà a ottobre. I vari piani del Pirellone e di Palazzo Lombardia sono in fermento. Le Regionali erano infatti previste o prima (in caso di mancato decreto di accorpamento, a marzo 2023) o contemporaneamente alle politiche (si parlava di maggio 2023). Questo avrebbe portato i partiti a dover decidere insieme per Regionali e politiche.

IL NODO CENTRODESTRA 

Attilio Fontana è sempre stato il candidato in pectore. Ci saranno ancora sondaggi di gradimento, come già ce ne sono stati in passato, ma il percorso pare essere segnato. Voci romane indicano una Letizia Moratti però scatenata, che non vuole assolutamente rinunciare all'idea di correre. In queste ore c'è chi dice che potrebbero arrivare richiami da Roma, considerato che il Parlamento va rinnovato e che ci sono posti (pochi) comunque da distribuire, e poi a livello governativo in caso di vittoria del centrodestra. E' una delle possibilità. Se invece il conflitto, per adesso latente, andrà avanti, è chiaro che nelle prossime settimane ci possa essere una escalation. C'è anche una questione nel centrodestra, chiamata Mariastella Gelmini. L'ex potentissima coordinatrice regionale di Forza Italia è uscita sbattendo la porta. Pare che si accaserà da Carlo Calenda: una tentazione non da poco, candidarla nella Lombardia dove di fatto ha gestito il potere...

IL NODO CENTROSINISTRA 

Carlo Cottarelli, secondo rumors raccolti da Affaritaliani.it Milano, non solo è il candidato preferito di Enrico Letta, che lo vorrebbe a tutti i costi. Ma è anche un candidato che avrebbe chiesto, in cambio, una particolare attenzione alla sua figura in caso di governo di centrosinistra o di larghe intese. Aspirazione legittima, considerato che è stato premier incaricato per una manciata di ore, prima di Giuseppe Conte. Le regionali però arrivano dopo le politiche: questo scombina i piani. Che cosa può promettere al professore il Pd se i giochi a marzo 2023 saranno già stati fatti?

IL NODO DEI CONSIGLIERI

 Tutti contro tutti, e anche di più. Gli unici che gioiscono sono sicuramente gli esponenti di Fratelli d'Italia, che si trovano nella invidiabile posizione di poter aver più posti che teste (anche se in moltissimi si stanno avvicinando alla Meloni). Ma per gli altri partiti sarà un problema, e in particolare per Forza Italia e Lega, che hanno la gran parte degli eletti proprio in Lombardia. Arriverà un fiume di parlamentari di ritorno che proverà a correre alle regionali, essendo stati "trombati" a Roma. Sarà una guerra all'ultima coltellata nelle spalle del compagno di partito. Una pratica già vista in passato.

fabio.massa@affaritaliani.it







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