Milano

Sala su TAV e Olimpiadi: Italia si isola e perde credibilità. E Di Maio?

In un'intervista rilasciata al Foglio, il sindaco di Milano Beppe Sala, in merito alla questione TAV e Olimpiadi, parla del rischio dell'isolamento dell'Italia

Sala su TAV e Olimpiadi: Italia si isola e perde credibilità

In un'intervista rilasciata al Foglio, il sindaco di Milano Beppe Sala, in merito alla questione TAV e Olimpiadi, parla del rischio dell'isolamento dell'Italia: "La questione dell'isolamento del nostro paese, che e' una questione che esiste anche sul tema dell'alta velocità". Una questione quella diplomatica che per Sala e' "molto importante e molto grave e prima o poi dovrebbe ragionarci anche una persona seria come Enzo Moavero Milanesi, che purtroppo nel governo sembra non avere l'autonomia necessaria nei momenti di difficolta'. Avere una rete di buone alleanze e' fondamentale quando si parla di economia ma lo e' anche quando si parla di soft power e rispetto alle Olimpiadi invernali la questione e' fin troppo semplice da spiegare: se i delegati del Cio faranno una scelta non-politica, la candidatura di Milano e Cortina e' al sicuro; ma se faranno una scelta influenzata dai governi che in un certo modo rappresentano, l'isolamento dell'Italia rischia di trasformarsi in un autogol".

In merito alla TAV, il sindaco di Milano, nella stessa intervista, spiega invece che c'è un rischio per l'Italia ed è quello e' di "aggravare la sua posizione di debolezza in Europa, di issare in aria la bandiera della non affidabilita' e di creare un precedente di gravita' inaudita sul tema della gestione dei fondi infrastrutturali".

Aggiunge poi sull'operato di Salvini: "Occorreva fare un capolavoro politico, lo dico con ironia, per riuscire a rimettere in discussione senza un voto del Parlamento un'opera figlia di un trattato internazionale, e Salvini e' riuscito in questo incredibile capolavoro politico: ha accettato di rallentare l'alta velocita' creando le condizioni perfette nei prossimi sei mesi per rendere possibile quello che ieri sembrava impossibile fare: bloccare l'opera. Piu' che concentrarci pero' sulle questioni tecniche cio' che andrebbe capito, quando parliamo di alta velocita', e' che oggi in gioco non c'e' solo il futuro di una linea ferroviaria ma la non credibilita' di un paese e la sua propensione naturale a mostrare al mondo il suo autolesionismo. Come sindaco di Milano mi capita ogni giorno di parlare con persone interessate a investire nella nostra citta' ma da mesi mi accorgo che gli investitori osservano l'Italia con uno scetticismo che fino a un anno fa non c'era. Oggi c'e' un governo che rimette in discussione contratti in essere, che rimette in discussione l'appartenenza all'Europa, che mostra indifferenza rispetto al futuro del nostro debito pubblico, che rimette in discussione i valori non negoziabili di una democrazia, che trasforma il cambiamento non in una forma di progresso ma in una semplice demolizione del passato, che sta creando le condizioni per arrivare alla prossima legge di Bilancio senza avere altra scelta se non quella di alzare l'Iva o introdurre una patrimoniale e che non capisce che l'unico modo che ha un sindaco di una grande citta' come Milano per dimostrare che l'Italia resta comunque un paese dove vale la pena investire e' giocarsi la carta del 'finira''".

E su Di Maio dice ''Vi sembra normale che in nove mesi, da quando Di Maio si è insediato al governo, il ministero dello Sviluppo economico non abbia mai sentito la necessità di creare un dialogo istituzionale con la città che traina lo sviluppo del paese? Non si tratta di una questione di rispetto, vivo benissimo anche senza avere rapporti politici con Di Maio, ma di una questione di prospettiva: uno dei ministri più importanti d'Italia avrebbe forse un qualche interesse a mettere da parte i colori politici e a far tesoro dell'esperienza e dell'energia della nostra città''







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