Milano

Terremoto in Banca Profilo: si dimette la maggioranza del Cda

Tensioni interne e dissensi sulla governance alla base delle dimissioni. Il lungo stallo del progetto di vendita

di redazione

Terremoto in Banca Profilo: si dimette la maggioranza del Cda

Decade il Cda di Banca Profilo. Martedì primo aprile, dopo giorni di indiscrezioni su crescenti frizioni interne, è arrivata la conferma: si è dimessa la maggioranza dei consiglieri e con essa è decaduto l’intero Consiglio di amministrazione dell’istituto milanese di private banking controllato da Arepo, veicolo del fondo Sator riconducibile all’ex banchiere di Capitalia Matteo Arpe.

Cinque consiglieri indipendenti lasciano per dissensi sulla governance

A formalizzare le dimissioni, nel corso della riunione odierna del board, sono stati i consiglieri indipendenti Michele Centonze, Francesca Colaiacovo, Giorgio Gabrielli, Gimede Gigante e Paola Santarelli, oltre alla consigliera non esecutiva Maria Rita Scolaro. I primi cinque hanno motivato l’uscita con un “dissenso in merito all'applicazione del sistema di governance” e la volontà di rimettere ai soci la scelta di un eventuale rinnovamento – anche parziale – della struttura amministrativa. Sulla stessa linea anche Scolaro, che ha dichiarato “piena condivisione sui temi sollevati dai consiglieri indipendenti”.

Verso il rinnovo: assemblea convocata per il 20 maggio

L’assemblea ordinaria degli azionisti è stata convocata per il prossimo 20 maggio. In quella sede sarà nominato il nuovo Consiglio di amministrazione. Al momento restano in carica il presidente Giorgio Di Giorgio e l’amministratore delegato Fabio Candeli, considerati espressione dell’area più vicina a Matteo Arpe.

Banca Profilo e il nodo irrisolto della cessione

Banca Profilo è da tempo al centro di un processo di vendita mai andato in porto. Come riferisce Milano Finanza, a frenare le trattative sarebbe la complessità degli intrecci societari, in particolare il legame con Tinaba, la fintech partecipata al 15% da Profilo e all’85% proprio dal fondo Sator. Un dossier che resta aperto, mentre il cambio al vertice potrebbe riaccendere i riflettori su nuovi scenari per il futuro dell’istituto.

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