Milano
Urbanistica a Milano, Oggioni si è dimesso dall'ordine degli architetti
Oggioni è ai domiciliari per corruzione e depistaggio nell'inchista sull'urbanistica milanese. Oggi interrogato il progettista Cerri. Il sindaco incontra le famiglie

Giovanni Oggioni
Urbanistica a Milano, Oggioni si è dimesso dall'ordine degli architetti
Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Milano ha reso noto che Giovanni Oggioni, l'ex dirigente del Comune di Milano ai domiciliari per corruzione e depistaggio nell'inchista sull'urbanistica, si è dimesso dall'ordine stesso. L'atto risale al 17 marzo. Il 68enne ricopriva la carica dal 2021 e sarà sostituito con il primo iscritto disponibile tra i non eletti. L'ordine degli architetti "ribadisce la propria fiducia nell’azione della magistratura e dei consigli di disciplina".
Nel frattempo ha parlato oggi per circa tre ore davanti al gip Mattia Fiorentini il progettista Marco Cerri, ex componente della Commissione paesaggio indagato per falso e traffico di influenze illecite. Cerri, riferisce Ansa, difendendosi avrebbe fatto leva in particolare sull'interpretazione delle norme.
Il sindaco Sala incontra i cittadini delle case con i cantieri bloccati dall'inchiesta
Nel frattempo oggi il sindaco di Milano Beppe Sala ha incontrato gli esponenti del comitato 'Famiglie sospese, vite in attesa' che rappresenta le circa 1600 famiglie che hanno acquistato casa, ma non riescono ad entrarne in possesso a causa dei cantieri bloccati per le inchieste sull'urbanistica. Gli acquirenti hanno investito i loro risparmi in residenze coinvolte nelle inchieste come, per citarne solo alcune, Lac, Scalo House, Park Towers, Piazza Aspromonte, Via Lepontina.
"Chiediamo un tavolo con il Comune, è un dramma sociale"
"Abbiamo chiesto un tavolo con Comune, Procura e i costruttori - ha spiegato Filippo Borsellino, portavoce del comitato Famiglie sospese, vite in attesa -. La seconda cosa è un aiuto dal Comune per capire il reale numero delle persone e dei nuclei famigliari coinvolti in tutto questo, perché siamo venuti a contatto in questi mesi con persone che hanno comprato su carta, e non rientrano nella casistica delle nostre 1625 persone. Ci dicano quante persone sono coinvolte in questo dramma sociale".
Le famiglie fanno poi un appello al governo "perché faccia una legge che ci tuteli, non siamo di nessun colore politico, serve una soluzione bipartisan che possa sistemare la nostra situazione". Sala ha espresso ai cittadini la sua disponibilità e apertura al dialogo. "Ci sono i risparmi di una vita bloccati, ci sono persone che non riescono a uscire dai progetti e ci sono famiglie anche in edilizia convenzionata - ha detto ancora -, quindi non parliamo solo di ceto medio, ma anche basso della città. Alcuni progetti non sono nemmeno partiti perché non se la sono sentita di portali avanti. Noi famiglie siamo le uniche vittime di questa situazione perché non sapevamo che ci fossero delle irregolarità. Chiediamo di essere tutelati. Ci rivedremo e in una o due settimane speriamo che ci sia un tavolo permanente".